“Tra la forza e la pazienza, scegli sempre la pazienza”– è uno di quei consigli che suonano puliti, ordinati, quasi da incorniciare e appendere sopra la scrivania, come se la vita fosse una partita a scacchi con regole stabili e un avversario che rispetta il turno. Ma nella realtà la pazienza non è sempre una scelta voluta: certe volte è quello che ti resta quando la forza ha già fatto il suo ingresso, ha detto la sua, ha spinto un po’ troppo e si è accorta che non tutto si piega al primo tentativo. Perché alla fine la pazienza non è il contrario della forza. È la forza quando ha smesso di dover dimostrare qualcosa.
– Taddeo, ‘Il Quasi-Saggio’

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Filosofia di vita pratica di Taddeo, ‘Il Quasi-Saggio’
Qualcuno fra i consigli ‘illuminati’ dice: “scegli sempre la pazienza”. Ah, sentenza nobile! E già qui mi viene da sospirare, perché ogni volta che sento parlare di “forza contro pazienza” immagino due signori in toga che litigano in una piazza vuota, mentre il tempo – che è il vero vincitore – si sta già facendo un tè.
Poiché ho già letto troppi aforismi e ho creduto a troppo pochi, vorrei aggiungere:
“Quando la forza bussa alla porta con gli stivali sporchi e la voce grossa, la pazienza non apre subito. Non per paura – sarebbe troppo eroico – ma perché sta finendo una cosa. E spesso quella cosa è semplicemente il tempo giusto.”
La forza fa rumore e convince i presenti. La pazienza non convince nessuno, ma sopravvive a tutti. E sopravvivere, ahimè, è una forma di vittoria che nessuno mette nei manuali di motivazione. . . per fortuna.
Detto questo, non è che la pazienza sia sempre saggia. A volte è solo forza che ha deciso di non fare scene. E la forza, a volte, è solo pazienza che ha perso la calma.
Insomma: scegli la pazienza. O la forza. Ma non chiamarla saggezza troppo presto.
Nota psicologica
E poi, lasciatemi aggiungere una piccola nota psicologica – di quelle che non pretendono di guarire nessuno, ma magari evitano qualche malinteso interiore.
Dal punto di vista della mente (che è una creatura più teatrale di quanto ammetta), “forza” e “pazienza” non sono due virtù in conflitto, ma due strategie regolative dello stesso sistema nervoso che cerca, con mezzi spesso imprecisi, di non andare in tilt.
La forza è normalmente una risposta di attivazione: accelera, risolve, chiude, interviene.
La pazienza, invece, è una regolazione dell’attesa: non perché “non si può fare niente”, ma perché fare subito non è sempre lo stesso che fare bene.
Il problema nasce quando confondiamo la forza con l’identità (“sono una persona forte”) e la pazienza con la rinuncia (“devo sopportare”). In quel momento la psiche si irrigidisce come una sedia lasciata troppo al sole: o si spezza o diventa inutilizzabile. E lì iniziano gli aforismi che sembrano profondi e invece sono solo stanchi.
La verità, se proprio vogliamo darle un nome senza farla arrabbiare, è che la mente sana alterna. Spinge e aspetta. Decide e sospende. Non per equilibrio epico, ma per economia interna: perché nessun sistema umano regge una sola modalità per troppo tempo senza trasformarla in caricatura di sé stessa.
E qui, se mi permettete la mia autoironia da tartaruga con qualche lettura di troppo, la famosa “saggezza” arriva dopo. Non come guida, ma come giustificazione di ciò che è già accaduto.
“Non scegliere troppo in fretta tra forza e pazienza. Prima chiedi alla tua mente se sta reagendo… o se sta solo cercando di non sentirsi in colpa per il tempo che serve.”










