L’altro giorno mi è capitato di leggere: “Gli eventi sono neutri; è l’interpretazione a dare forma alla realtà.” – Neutri… parola comoda. Come dire che la pioggia non è bagnata finché non decidi di sentirti inzuppato! Dire che gli eventi sono neutri è già un’interpretazione travestita da verità. È un modo un po’ furbo per mettere ordine nel caos. È vero che interpretiamo tutto. Ma non è vero che tutto è neutro. Alcune cose accadono e basta, poi noi arriviamo dopo, come commentatori un po’ affannati, a dargli un senso che sia sopportabile. Non sempre ci riusciamo bene. Ma è anche così che andiamo avanti.
– Taddeo, ‘Il Quasi-Saggio’ – Pensiero del Giorno Blog

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Filosofia di vita pratica di Taddeo, ‘Il Quasi-Saggio’
Quando stai per concludere la tua giornata, e nel feed compare il post motivazionale di turno: “Ciò che ci accade è di per sé neutro. E’ l’interpretazione che noi ne facciamo che costruisce la nostra realtà”. Bella, elegante. Ma attenzione: ‘neutro’ è una parola che piace molto a chi ha già scelto una lente e si è dimenticato di averla inforcata.
Perché l’idea di fondo, che gli eventi siano neutri e che tutto dipenda dall’interpretazione, funziona… ma solo fino a quando non la prendi troppo sul serio.
Se tutto è interpretazione, anche la frase stessa lo è. Quindi non è una verità, è una proposta molto rassicurante. E come tutte le proposte confortanti, va bene, finché non diventa l’ennesimo escamotage per non vedere che alcune cose fanno male davvero, indipendentemente da come le racconti.
‘Il Quasi-Saggio’ dentro di me ama questa idea, perché gli permette di sentirsi lucido mentre sta semplicemente riorganizzando il proprio caos interiore con parole più ordinate.
E poi giungo a questa quasi-conclusione: “La realtà non è neutra. È piena. A volte troppo piena. L’interpretazione non la costruisce: la attraversa. E ogni tanto la distorce pure, ma questo non è un fallimento… è il prezzo del fatto che stiamo vivendo e non come spettatori Zen di un universo ben impaginato.”
Nota quasi-psicologica di Taddeo
L’idea che tutto sia neutro è così attraente perché ci restituisce una sensazione di controllo.
Se il problema è l’interpretazione, allora in teoria, posso sempre cambiarla. Posso alleggerire, riformulare, “gestire”.
È una forma di rassicurazione interiore che ci diamo: sposta il peso da ciò che accade a come lo penso.
La parte pratica è che la mente ama questa scorciatoia perché riduce l’impatto emotivo, non perché descriva bene la realtà.
Alcune esperienze non chiedono di essere reinterpretate subito.
Piuttosto hanno bisogno di essere sentite, attraversate, a volte anche sopportate senza troppa filosofia.
Saltare troppo in fretta all’interpretazione non è sempre crescita.
A volte è solo un tentativo per non restare abbastanza a lungo dentro ciò che c’è e che va affrontato anche quando fa male, al di là di quanto proviamo a chiamarlo neutro.










