“Ogni traguardo è un nuovo punto di partenza.” – «Mah! Non necessariamente. A volte è semplicemente un traguardo. E me lo godo!» – Simplicio

La riflessione sul godersi i traguardi e la prospettiva di Simplicio
Viviamo i traguardi in modo curioso: prima li desideriamo, poi facciamo di tutto per raggiungerli e, quando finalmente ci arriviamo, stiamo già pensando al successivo.
Abbiamo finito un progetto? Qual è il prossimo?
Abbiamo raggiunto un obiettivo? Adesso bisogna alzare l’asticella.
Abbiamo ottenuto qualcosa che desideravamo da tempo? Bene, ma non fermiamoci troppo: c’è ancora molto da fare.
Di per sé, non è un meccanismo sbagliato. Porsi nuovi obiettivi ci permette di continuare a crescere, imparare, cambiare. Il problema nasce quando ciò che abbiamo raggiunto non ci sembra mai abbastanza. Quando persino la soddisfazione deve diventare produttiva: non ci concediamo di stare bene per quello che abbiamo fatto, dobbiamo subito trasformarlo in crescita, miglioramento, nuova sfida.
Come se ogni traguardo avesse l’obbligo di diventare una nuova partenza.
Eppure un traguardo può essere semplicemente un traguardo.
Possiamo arrivarci, guardarci indietro e riconoscere di aver fatto qualcosa di importante. Possiamo essere soddisfatti senza dover decidere subito cosa viene dopo. Non tutto quello che facciamo deve prepararci a qualcos’altro: alcune cose possono essere vissute e godute, e basta.
Fermarsi per un momento non significa aver perso la voglia di andare avanti. Significa solo riconoscere che, almeno per oggi, siamo arrivati.
Simplicio, come sempre, la vede in modo ancora più semplice. Se gli chiedi qual è il prossimo traguardo, ti guarda come se la domanda non avesse senso:
«Sono appena arrivato. Perché dovrei già correre da un’altra parte? Adesso me lo godo.»
