Recensione del libro “Ti lascio andare – Come liberarsi da pesi invisibili”
Il libro di Daniel Lumera pubblicato da Mondadori nel 2025, si pone come un percorso di trasformazione interiore incentrato sul concetto di “lasciare andare” – abitudini, relazioni, dolori, aspettative – tutti quei “pesi invisibili” che gravano sulla vita di ciascuno di noi.
L’autore parte dalla sua esperienza – in particolare nell’accompagnamento al fine vita – per sottolineare come l’atto del congedo non riguardi soltanto le altre persone o le cose materiali, ma anche il proprio ego, il passato, le aspettative future.
Lumera adotta un approccio ibrido: unisce antiche saggezze (ad esempio l’espressione giapponese “Shikata ga nai” – “non si può fare”/“non c’è modo” come arte del lasciare andare”) con neuroscienze moderne, evidenziando come il corpo‑mente risponda al trattenere versus al fluire.
Il testo è corredato di aneddoti, metafore (es. “La solitudine dei libri abbandonati”, “Il vento e il ciliegio”, “Sulle scale del tempio Kiyomizu‑dera”) e strumenti pratici che il lettore può applicare nella vita quotidiana: respirazione, meditazione, riflessione sul flusso della vita.
Presenta l’idea che “lasciare andare” non significhi rinunciare, bensì vivere pienamente il presente, con gratitudine, leggerezza e felicità.
Le recensioni di lettori rispecchiano questo: molti parlano di apertura di mente, di consapevolezza nuova, di leggerezza acquisita.
Punti di forza
- Tema universale e profondo: il tema del “lasciare andare” è certamente rilevante per molte persone – chiunque abbia vissuto una perdita, una rottura, una dipendenza, una paura o semplicemente una parte di sé che non accetta. Il libro offre quindi una chiave per riflettere su una questione che, in un modo o nell’altro, riguarda quasi tutti.
- Linguaggio accessibile e stile narrativo: il linguaggio è fluido, non troppo tecnico, con storie e metafore che rendono il contenuto più “vivo” e meno astratto.
- Connessione tra spiritualità e scienza: l’autore tenta di integrare la dimensione contemplativa con considerazioni neuroscientifiche (come nei commenti sulla dopamina, serotonina, cortisolo legate al trattenere emozioni) – questo può aiutare il lettore a dare senso anche “da un punto di vista razionale” al processo di lasciare andare.
- Praticità e strumenti applicabili: non è soltanto un trattato teorico: il libro offre esercizi, riflessioni, meditazioni, invitando ad un impegno attivo. Per chi cerca solo lettura passiva può essere già un buon impatto; per chi è disposto a mettersi in gioco può essere ancora più utile.
- Ottima accoglienza da parte dei lettori: le valutazioni riportate sono molto positive (su Macrolibrarsi 5/5, su Amazon 4,4/5 con apertura molto favorevole).
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Come liberarsi dai pesi invisibili
€ 21,00
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Alcuni limiti da considerare
- Non per tutti gli stili di lettura: se cerchi un libro esclusivamente “scientifico”, rigoroso, denso di studi empirici, potresti rimanere un po’ deluso: l’approccio ha forte connotazione “spirituale”, narrativo ed esperienziale, più che accademico.
- Tema impegnativo: lasciare andare non è un atto facile – il libro lo riconosce, ma ciò significa che richiede una disponibilità al cambiamento, alla riflessione, alla vulnerabilità. Non è una lettura “leggera” nel senso di evasione.
- Ripetitività possibile: data la natura del tema e la struttura di strumenti/metafore, alcuni lettori potrebbero trovare che certi concetti si ripetono o che si torna su simili riflessioni più volte. La lettura potrebbe richiedere un ritmo più lento, più di “centellinare”.
- Dipendenza dal contesto personale del lettore: quanto vincenti saranno i cambiamenti proposti dipendono molto da quanto il lettore è disposto a mettersi in gioco, a praticare, a cambiare. Se uno lo legge “solo per curiosità” e non applica gli strumenti, l’effetto potrebbe essere superficiale.

A chi lo consigliamo
- Consigliamo questo libro a chi sente di essere “bloccato” da qualcosa di invisibile: un’abitudine, una relazione finita, un progetto che non decolla, un dolore mai elaborato.
- A chi è interessato sia alla dimensione interiore/spirituale che a qualche riferimento più “scientifico” (neuroscienze) e vuole un percorso integrato.
- A chi è disposto a prendersi del tempo per leggere, riflettere, applicare – non è un semplice “self‑help rapido”.
- Meno indicato, forse, per chi vuole solo “consigli pratici immediati” senza esplorazione interiore o per chi preferisce letture molto tecniche, cliniche, oppure che restino su un piano puramente accademico.
Conclusione
In sintesi: “Ti Lascio Andare” è un libro ben riuscito, toccante e utile, che offre una mappa per affrontare ciò che non si lascia andare, liberarsi dai “pesi invisibili” e vivere con più leggerezza e presenza. Lumera riesce a coniugare spiritualità, esperienza personale e un pizzico di neuroscienza in modo accessibile. Lo abbiamo trovato una lettura preziosa – se approcciata con apertura, potrà diventare un compagno di viaggio più che un semplice libro da scaffale.
Se proprio dovessimo dare un voto orientativo, diremmo 4,5/5: elevato per la qualità e l’accessibilità, ma con margini di miglioramento se si considera la standardizzazione del messaggio e la dipendenza dal coinvolgimento del lettore.
Le citazioni più profonde tratte dal libro di Daniel Lumera
Vai alla selezione di citazioni tratte dal libro “Ti Lascio Andare”, dedicate all’insegnamento Shikata ga nai e con spunti di riflessione importanti per la propria crescita interiore.













