Frasi di oggi: domenica 1 novembre 2026 - Ora locale 11:28:14
L'invidia è naturale nell’uomo, ma è un vizio e una sventura.
- Arthur Schopenhauer
Quanto riesci a gestire l'invidia quando qualcuno ottiene qualcosa che desideri, evitando che il confronto si trasformi in risentimento o svalutazione dell'altra persona?
Definire l'invidia «naturale» significa riconoscere che può emergere spontaneamente: non siamo sempre responsabili della prima emozione che proviamo. Possiamo sentirci inferiori, esclusi o amareggiati anche quando sappiamo razionalmente che il successo di un'altra persona non ci toglie nulla.
Invece, quando non ascoltiamo ciò che quell'emozione ci segnala, cominciamo a costruire una giustificazione per sminuire l'altro. A volte è più facile convincersi che qualcuno non meriti ciò che ha piuttosto che ammettere: «Vorrei anch'io quella possibilità, quel riconoscimento o quella libertà».
Eppure, l'invidia può contenere un'informazione utile. Può indicare un desiderio trascurato, un'ambizione che non abbiamo il coraggio di riconoscere o una frustrazione reale. Non sempre, però, segnala qualcosa che dovremmo a tutti i costi ottenere: talvolta desideriamo ciò che vediamo negli altri perché abbiamo imparato a considerarlo una prova di valore o di successo.
C'è anche una differenza importante tra voler raggiungere un risultato simile e voler vedere l'altro perdere il proprio. Nel primo caso, il confronto può diventare uno stimolo; nel secondo, la nostra serenità finisce per dipendere dalla sfortuna altrui.
Quando senti nascere l'invidia, prova a chiederti: «Che cosa desidero davvero, al di là di ciò che possiede questa persona?» La risposta potrebbe aiutarti a individuare un obiettivo concreto, ma anche a capire che stai inseguendo un modello che non ti appartiene.
L'invidia diventa una sventura quando il successo degli altri ci impedisce di riconoscere il valore e le possibilità della nostra vita.
Da come gli altri si comportano con noi non dobbiamo desumere e apprendere chi siamo noi, bensì chi sono loro.
Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l'opinione altrui.
Gli uomini mutano sentimenti e comportamento con la stessa rapidità con cui si modificano i loro interessi.
Da come gli altri si comportano con noi non dobbiamo desumere e apprendere chi siamo noi, bensì chi sono loro.
Se l'invidia potesse guardare fissamente il sole non ne vedrebbe che le macchie.
L'effetto dell'invidia non è un desiderio di possedere quella cosa, quanto piuttosto che gli altri non la possiedano.
Noi perdiamo tre quarti di noi stessi per essere come le altre persone.
Tutto ciò che è squisito matura lentamente.
Nessuno è gran che da invidiare. Innumerevoli sono da compiangere molto.
"La perseveranza è un grande dono, è la salvezza per sé stessi."
— Maria Grazia Pulzato
