Nel bosco, c’erano animali convinti che, con abbastanza attenzione, si potesse controllare tutto. Anche il vento. Anche il tempo. Probabilmente presto avrebbero provato con le nuvole. – Vecchio Lupo Giò

Gli Appunti di vita di Vecchio Lupo Giò
Il Lupetto e Vecchio Lupo Giò camminavano lungo il fiume.
Più avanti videro un castoro correre avanti e indietro.
Spostava rami.
Controllava pietre.
Guardava l’acqua con aria preoccupata.
«Che sta facendo?» chiese il Lupetto.
Giò osservò la scena.
«Sta cercando di convincere il fiume ad avere un comportamento più collaborativo.»
Il Lupetto guardò il castoro.
«Ci sta riuscendo?»
Una grande onda passò sopra la diga e portò via qualche ramo.
Il castoro sospirò e ricominciò.
«Direi che il fiume non ha letto il regolamento.»
Il Lupetto sorrise.
«Forse dovrebbe impegnarsi di più.»
Giò lo guardò.
«O forse dovrebbe riposarsi un po’.»
«Ma se smette, qualcosa potrebbe andare storto.»
«Certo.»
Giò si sedette vicino all’acqua.
«Puoi sistemare un ramo storto. Ma non puoi convincere il bosco a crescere nella direzione che vuoi tu.»
Il Lupetto rimase in silenzio.
Guardò il castoro.
«Quindi non dobbiamo controllare niente?»
«No.»
Giò prese un rametto e lo lasciò cadere nel fiume.
«Puoi costruire una diga. Puoi prepararti. Puoi fare attenzione.»
Il rametto galleggiò via.
«Ma se passi la vita a fermare ogni goccia d’acqua…»
Si alzò.
«Alla fine non hai più zampe per camminare.»
Il Lupetto guardò il castoro.
Dopo un po’, anche lui si fermò.
Solo per un momento.
Abbastanza per ascoltare il fiume.
«Giò?»
«Sì?»
«Come si fa a sapere quando stai proteggendo qualcosa e quando invece stai solo trattenendo?»
Il vecchio lupo sorrise appena.
«Di solito lo capisci quando sei troppo stanco per goderti quello che stai cercando di salvare.»
Quel giorno il Lupetto imparò una cosa strana: alcune cose si aggiustano. Altre si lasciano scorrere. Il problema è capire la differenza prima di consumarsi le zampe.
