Nel bosco c’era chi raccoglieva bacche. Chi raccoglieva legna. E chi, senza accorgersene, passava la vita a raccogliere pesi. – Vecchio Lupo Giò

Gli Appunti di vita di Vecchio Lupo Giò
La strada saliva piano.
Il Lupetto avanzava tirandosi dietro un grosso sacco.
Faceva un rumore strano. Come di sassi che litigavano tra loro.
Vecchio Lupo Giò lo guardò passare.
«Hai deciso di traslocare?»
«No.»
«Peccato. Speravo ci fosse dentro qualcosa da mangiare.»
Il Lupetto sbuffò.
«È pesante.»
«L’avevo intuito. Non stai trascinando una nuvola.»
Camminarono per qualche passo.
Poi Giò indicò il sacco.
«Che c’è dentro?»
«Sassi.»
«Solo sassi?»
«No.»
«Ah. Peggio.»
«Ci sono anche vecchie mappe, pezzi di sentieri che non percorro più e qualche lista di “avrei dovuto”.»
Giò guardò il sacco.
«Ah. I famosi “avrei dovuto”. Pesano poco quando li raccogli. Poi si insinuano come le pulci: non se ne vanno più.»
Il Lupetto lo guardò.
«Davvero?»
«Si. Conosco bene quel sacco.»
Il vento attraversò gli alberi.
«E tu cosa hai fatto con il tuo sacco?»
Vecchio Lupo Giò sorrise appena.
«Per un po’ l’ho trascinato anch’io.»
«E poi?»
«Un giorno si è rotto.»
«Hai perso tutto?»
«No.»
Si fermò.
«Solo quello che continuavo a raccogliere per abitudine.»
Il Lupetto rimase in silenzio.
«Quindi bisogna buttare via tutto?»
«No.»
Giò raccolse un piccolo sasso dal sentiero.
«Le cose importanti non hanno bisogno che tu le trascini.»
Lasciò cadere il sasso.
«Ti seguono.»
Il Lupetto guardò il sacco.
Sembrava ancora pesante.
Ma, per la prima volta, non gli sembrava obbligatorio.
Vecchio Lupo Giò riprese a camminare.
«Sai qual è la parte più strana?»
«Quale?»
«Molti credono che lasciare andare sia perdere qualcosa.»
Fece qualche passo.
«Quasi sempre stai solo smettendo di fare il facchino di un passato che ha già cambiato sentiero.»
