Nel bosco giravano molte teorie sull’amicizia.
Alcune erano scritte su libri enormi. Altre erano state dette da lupi che sparivano appena arrivava il momento di dimostrarle. – Vecchio Lupo Giò

Gli Appunti di vita di Vecchio Lupo Giò
Il Lupetto trovò Vecchio Lupo Giò seduto su un tronco.
Aveva una zampa appoggiata al mento e guardava il nulla con grande concentrazione.
«Giò… cosa stai facendo?»
«Sto osservando il silenzio.»
«E cosa dice?»
«Nulla, per questo è prezioso come un vero amico.»
Il Lupetto rimase zitto e si sedette accanto a lui.
«Come faccio a riconoscere un vero amico sincero?»
Vecchio Lupo Giò guardò la strada davanti a loro.
«Facile. Guarda chi resta quando non sei interessante.»
«Non devo essere sempre simpatico?»
«No. È una pessima notizia per metà del bosco, ma puoi anche smettere di fare il cucciolo acrobata per piacere a tutti.»
Il Lupetto abbassò le orecchie.
«Quindi un vero amico non vuole niente da me?»
«Qualcosa vuole.»
«Cosa?»
«Che tu non faccia finta di essere un altro lupo.»
Il Lupetto ci pensò.
«E quelli che dicono sempre “io ci sarò per te”?»
Giò sospirò.
«Alcuni lo dicono così spesso che probabilmente stanno ancora cercando il sentiero per arrivare.»
Il Lupetto rise.
«Allora come capisco chi è sincero?»
Vecchio Lupo Giò si alzò, scrollandosi la neve dal pelo.
«Quando puoi stare in silenzio senza sentirti abbandonato.»
Fece qualche passo.
Poi aggiunse:
«E quando puoi arrivare con il pelo arruffato, una giornata storta e zero storie interessanti da raccontare.»
«E cosa succede?»
Giò guardò le sue impronte sulla neve.
«Se resta, era un amico.»
Una pausa.
«Se scappa. . . probabilmente cercava un intrattenimento gratuito. Il bosco ne è pieno.»
Il vento passò tra gli alberi.
Il Lupetto sorrise.
«Giò?»
«Sì?»
«Tu sei un vero amico?»
Il vecchio lupo continuò a camminare.
«Non lo so.»
«Non lo sai?»
«No. Però sono ancora qui. Di solito è un buon inizio.»
La neve coprì lentamente le impronte.
Quelle vere, però, restarono.
