“Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace.” – Io mi piaccio moltissimo.
Quindi il conto torna. Finalmente una teoria che mi dà ragione…– Simplicio (La vita è una matassa. Io cerco di non fare nodi.)

La vita secondo Simplicio
Se una cosa è bella perché piace, allora Simplicio ha trovato un sistema piuttosto conveniente per sentirsi bello. Gli basta piacersi. Fine della discussione.
Naturalmente la faccenda è un po’ più complicata di così. Ma non troppo.
Il punto di vista personale
La frase contiene una cosa abbastanza semplice: non esiste un unico criterio con cui tutti valutiamo ciò che vediamo.
Un quadro può lasciare qualcuno indifferente e piacere moltissimo a qualcun altro. Lo stesso vale per una persona, una casa, un vestito, un libro, un modo di vivere.
Quindi:
«È bello» e «mi piace» non sono la stessa cosa.
Ed è proprio qui che Simplicio comincia a fare confusione… o forse no.
Quando la soggettività riguarda noi stessi
Il giudizio degli altri su di noi è una prospettiva, non una sentenza definitiva.
Una persona può considerarti brillante, un’altra mediocre. Una può trovarti simpatico, un’altra insopportabile. Una può apprezzare il tuo aspetto, un’altra no.
Quindi, non è che ogni giudizio sia falso, oppure che dobbiamo ignorare completamente il feedback degli altri. Significa che non possiamo trasformare lo sguardo altrui nell’unico tribunale davanti al quale valutare noi stessi.
Avere autostima non significa pensare di essere fantastici in tutto. Piuttosto, vuol dire anche poter riconoscere i propri limiti senza trasformarli automaticamente in una condanna.
Questo è molto più importante del solito “devi amarti così come sei”.
La logica di Simplicio
Simplicio ha ragione quando ricorda che il giudizio è soggettivo.
Ma se conclude:
«Piaccio a me stesso, quindi sono perfetto.»
ha fatto un piccolo salto logico.
Piacersi non significa essere perfetti.
Puoi avere una buona considerazione di te e contemporaneamente sapere di avere difetti, comportamenti da correggere e cose che non ti piacciono.
Anzi, una forma di autostima abbastanza solida dovrebbe poter sopravvivere proprio a questa consapevolezza.
Simplicio, naturalmente, non si è posto tutti questi problemi.
Ha applicato la teoria in modo molto più semplice: se gli altri non lo trovano particolarmente bello, pazienza. Lui si piace.
E, almeno su questo, il conto torna.
Poi si è guardato allo specchio.
«Finalmente una teoria che mi dà ragione.»
