La pazienza è la virtù dei forti. Io sono fortissimo. Finché non ho fretta. – Simplicio

La riflessione di Simplicio sulla pazienza
La pazienza quando abbiamo fretta
Simplicio, come spesso gli accade, ha trovato il modo più semplice per mettere in discussione una frase che sembra inattaccabile.
Essere pazienti quando tutto va come vogliamo noi non è poi così difficile. Possiamo aspettare, prendere le cose con calma, lasciare che gli eventi facciano il loro corso. La pazienza viene messa davvero alla prova quando abbiamo fretta: quando siamo in ritardo, quando aspettiamo una risposta, quando qualcosa non procede come vorremmo o quando desideriamo che un problema si risolva subito.
È proprio in quei momenti che compare la sensazione di dover fare qualcosa immediatamente, anche quando non c’è molto che possiamo fare.
A volte la fretta è utile. Se il treno parte tra cinque minuti, correre è probabilmente una buona idea. Ma ci sono situazioni in cui la fretta non abbrevia affatto l’attesa: la rende soltanto più scomoda.
Controllare il telefono ogni due minuti non farà arrivare prima una risposta. Pensare di continuo a un cambiamento non lo renderà più rapido. E ripetersi «devo risolvere questa cosa» non ci avvicina per forza alla soluzione.
La pazienza, quindi, non coincide con lo stare fermi senza fare nulla. Invece, può voler dire riconoscere quando abbiamo già fatto tutto ciò che era in nostro potere e smettere, almeno per un momento, di pretendere che il resto accada secondo i nostri tempi.
In fondo, Simplicio non ha tutti i torti: il problema non è la fretta in sé, ma usarla quando non serve. Non dobbiamo essere pazienti con tutto e sempre. Dobbiamo imparare a distinguere ciò che possiamo accelerare da ciò che, semplicemente, ha bisogno del suo tempo.
Simplicio, naturalmente, ascolterebbe tutto con grande attenzione. Annuirebbe convinto. Poi guarderebbe l’orologio per la terza volta in un minuto e chiederebbe:
«Bellissimo. Ma quanto manca?»
