Non temere di sentirti in pezzi, come una tazza scivolata di mano. Ciò che si spezza non chiede di tornare com’era: sarebbe una pretesa da orologiaio pignolo. Chiede solo di essere rimesso in moto, alla buona, con le sue crepe bene in vista. Scoprirai che un oggetto riparato regge quanto uno nuovo, a volte di più . . . perché conosce esattamente il punto in cui potrebbe cedere. – Lao Zen Scacciapensieri

Le riflessioni di Lao Zen Scacciapensieri
Le crepe non sono un difetto
Una tazza riparata non torna nuova. Resta la linea che prima non c’era. Eppure il caffè di ogni mattina lo tiene ancora, senza preoccupazione.
Quando qualcosa dentro di noi si rompe, il primo desiderio è tornare esattamente come prima. Come se la guarigione dovesse cancellare ogni traccia di quello che è successo.
Ma pensiamoci un attimo: non è questo che ci viene chiesto.
Anche noi, come la tazza, possiamo riprendere a vivere senza essere tornati quelli di prima. Possiamo conoscere meglio i nostri limiti, riconoscere ciò che ci fa male, capire quando è il momento di fermarci. Non perché la sofferenza ci renda automaticamente migliori o più forti, ma perché ciò che abbiamo attraversato può insegnarci qualcosa su di noi.
Molte volte una persona “aggiustata” non è quella che non può più rompersi, ma quella che sa dove sono le sue crepe e ha imparato a trattarle con un po’ più di cura.
