Disidentificazione Psicosintesi: meditazioni di Assagioli. La Psicosintesi è una teoria e pratica psicologica che ha le sue basi nella psicanalisi e che si è evoluta come psicologia umanistica.

Il suo obiettivo è l’apprendimento del processo di auto-conoscenza dell’essere umano. Autosservazione, disidentificazione e identificazione con il proprio centro di volontà sono i punti cardine della Psicosintesi fondata da Roberto Assagioli.

Il percorso di autorealizzazione proposto da questa corrente, che non si può solo definire come psicanalisi, ma filosofia e prassi di vita, porta ad una sintesi armonica della personalità umana (corpo-sensazioni, emozioni, pensieri, intuizione). Quando l’essere umano ha raggiunto tale equilibrio può addentrarsi nella pratica della Psicosintesi Transpersonale (o Spirituale), che mira a trascendere l’io personale per realizzare il Sé superiore.

Abraham Maslow, fu il primo ad introdurre l’espressione ‘transpersonale’ alla fine degli anni sessanta. Egli fu uno dei più brillanti fondatori della Psicologia Umanistica americana.

Carl Gustav Jung fu il precursore dell’indagine transpersonale come strada complementare della psicologia analitica. Assagioli che era suo grande amico, fu fra i primi a seguirlo.

Si sviluppò così una vera e propria corrente di Psicologia Transpersonale, con l’intento di studiare i livelli più elevati ed evoluti della coscienza umana, cioè quelli che rientrano nella sfera della spiritualità.

Per spiegare il termine Assagioli precisa: “l’aggettivo ‘transpersonale’ sta ad indicare “ciò che comunemente si chiama spirituale. Scientificamente è una parola migliore; è più precisa, e in un certo senso neutra, perché indica ciò che è al di là o al di sopra della personalità ordinaria”.

Esercizio di disidentificazione e identificazione con il proprio centro

L’esercizio di disidentificazione è uno dei fondamentali tasselli di chi si inoltra nella pratica proposta dalla Psicosintesi.

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La frase con cui iniziare l’esercizio è: Io ho un corpo ma non sono il mio corpo, ho delle emozioni ma non sono le mie emozioni, ho una mente ma non solo la mia mente.

La prima fase prevede la disidentificazione

Si comincia con un respiro profondo e quietando le emozioni e i pensieri; dunque si ripete la frase, lentamente e con consapevolezza.

Si medita sulle singole affermazioni:

  • Io ho un corpo ma non sono il mio corpo. Osservo le mie sensazioni corporee e rifletto: “Il mio corpo si può trovare in varie situazioni di salute o di malattia, può essere riposato o stanco, ma non ha niente a che fare con me stesso, con il mio vero io. Io valuto il mio corpo un prezioso strumento di azione e di esperienza nel mondo esterno, ma è solo uno strumento. Lo tratto bene, cerco di tenerlo in buona salute ma non è me stesso. Io ho un corpo ma non sono il mio corpo.
  • Io ho delle emozioni, ma non sono le mie emozioni. Osservo le mie emozioni e rifletto: “Le mie emozioni sono varie, mutevoli, a volte contraddittorie. Possono passare dall’amore all’odio, dalla calma all’ira, dalla gioia al dolore, e tuttavia la mia essenza – la mia vera natura – non cambia, “io” rimango. Sebbene un’ondata d’ira possa temporaneamente sommergermi, so che con il tempo passerà; dunque io non son quest’ira. Poiché posso osservare e comprendere le mie emozioni e poi imparare gradualmente a dirigerle, utilizzarle e integrarle armoniosamente, è chiaro che esse non sono me stesso.
  • Io ho una mente ma non solo la mia mente. Osservo i miei pensieri e rifletto: “Io ho una mente ma non sono la mia mente. La mia mente è un prezioso strumento di ricerca e di espressione, ma non è l’essenza del mio essere. I suoi contenuti cambiano continuamente mentre essa abbraccia nuove idee, conoscenza ed esperienza. A volte si rifiuta di ubbidirmi. Non può dunque essere me stesso. È un organo di conoscenza sia per il mondo esterno che per il mondo interno, ma non è me stesso.
  • Possiamo aggiungere anche l’osservazione dei desideri: “io ho dei desideri, ma non sono i miei desideri“. Infatti, essi nascono dagli impulsi, fisici ed emotivi, e da altre influenze. I desideri sono molto variabili, e fluttuano tra attrazione e repulsione. Sono contraddittori e temporanei, quindi non possono essere il mio vero io.
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La seconda fase prevede l’identificazione

Dopo l’attenta disidentifcazione dai contenuti della personalità (sensazioni, emozioni, pensieri), ci si riconosce come un centro di pura volontàautocosciente. In questa fase prendo consapevolezza della padronanza dei processi interiori, delle istanze psicologiche ed emotive, del corpo fisico con le sue sensazioni e bisogni.

Dunque, ci si concentra sulla frase: io sono un centro di volontà e di pura autocoscienza.

L’autocoscienza trascende tutti gli elementi della personalità, pur riconoscendo che essi sono strumenti attivi per lo sviluppo spirituale – transpersonale. Ovvero, si trascende l’io (l’aggregato composto dai contenuti di corpo-mente) per realizzare il Sé superiore.

A questo punto devo prendere atto che da questa prospettiva di osservazione, posso imparare a dirigere e armonizzare tutti i processi psicologici e fisici. Perseverando potrò rendere stabile questa autocoscienza e percorrere la vita con consapevolezza e nuovo significato.

Che cos’è il Centro di pura autocoscienza

Se ho osservato tutti gli elementi che credevo fossero me, ho creato una visione esterna, ho messo una distanza fra l’osservatore e gli oggetti osservati (che in questo caso sono le sensazioni, emozioni, desideri, pensieri). A questo punto chi sta osservando e che cosa rimane, se mi sono disidentificato da tutti i contenuti? Rimane l’essenza, l’Essere di pura autocoscienza, neutrale, non-giudicante, sempre presente. E’ l'”Io Sono” degli insegnamenti spirituali: stabile, immutabile, imperturbabile equanime.
Io sono un Centro di pura consapevolezza, di pura autocoscienza; sono un Centro di volontà, capace di dominare, dirigere e usare tutte le mie funzioni psichiche e il mio corpo. IO SONO.

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Disidentificazione: esercizio meditazione breve

Per praticare giornalmente l’esercizio di disidentificazione, dopo essersi già addentrati, è possibile fare una meditazione più sintetica e breve.
Si afferma e si riflette sulle frasi chiave:
“Io non sono il mio corpo fisico, transitorio, illusorio”
“Io non sono le mie emozioni, variabili, camaleontiche”
“Io non sono la mia mente, instabile e separativa”
“Io sono un centro di pura Autocoscienza e Volontà, eterno, immutabile, perfetto…”
“Io Sono.”

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(Bibliografia: "L'Atto di Volontà" - Roberto Assagioli)

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