Non è smettere di dare la colpa che ci fa crescere: è capire perché ne abbiamo bisogno. Dare la colpa agli altri ti ferma. Prenderti tutta la responsabilità, se fatto male, ti fa girare in tondo. Nessuna delle due, da sola, ti trasforma.
– Taddeo, ‘Il Quasi-Saggio’

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Filosofia di vita pratica di Taddeo, ‘Il Quasi-Saggio’
“Dare la colpa agli altri è un modo comodo per non uscire dalla propria zona di comfort. La crescita vera inizia quando ci assumiamo la responsabilità delle azioni necessarie per costruire ciò che desideriamo.” – Il Fuffa Coach
Ah, eccolo il classico aforisma da motivational poster con toga romana addosso!
Dare sempre la colpa al mondo esterno è un’arte antica, praticata con dedizione dai pigri di ogni epoca. Non è propriamente un alibi: è un piccolo teatro interiore, dove tu sei vittima, giudice e pubblico pagante. E guarda caso, lo spettacolo non cambia mai, ma il biglietto lo paghi sempre tu.
Poi arriva la parola magica: ‘responsabilità’. Parola importante che attira l’attenzione. Ma troppe volte viene usata come una medicina senza diagnosi: la si ingoia sperando che trasformi la fatica in energia. Non succede. La responsabilità non crea desideri, li mette solo alla prova.
E qui viene il dettaglio che nessuno ama: non tutto ciò che desideri è tuo dovere inseguire, e non tutto ciò che non raggiungi è una colpa da espiare. A volte è solo vita. Fredda, distratta, poco interessata ai nostri piani di crescita personale.
Allora, il vero salto non è smettere di dare la colpa agli altri. È smettere di usare la colpa come carburante. Perché chi guida guardando sempre il colpevole nello specchietto retrovisore, prima o poi esce di strada.
Nessun cambiamento nasce nel tribunale interiore dove si distribuiscono condanne e assoluzioni, ma nel momento un po’ meno idilliaco in cui smetti di chiederti “di chi è la colpa?” e inizi a chiederti “che cosa sto continuando a non fare, pur sapendo che dovrei?”
Assumiti pure la responsabilità. Ma fallo da adulto, non da accusato in cerca di assoluzione cosmica. E soprattutto: verifica se stai davvero crescendo… o solo facendo più fatica nella stessa gabbia, pensando che ormai sei fuori dalla tua ‘zona di comfort’ per sentirti più virtuoso.
Detto più brevemente: la colpa non ti muove (e la responsabilità nemmeno, da sola). Non è la colpa che ti blocca, né la responsabilità che ti libera. È l’uso intelligente di entrambe che, raramente, qualcuno si prende davvero la briga di fare.










