Smettetela di dirmi che guardo male il cielo. Forse la stella non è storta, ma io continuo a cercarla come se dovesse ancora spiegarmi qualcosa su come passare le giornate con la motivazione. Poi un lampo di “illuminazione” mi fa intuire che le stelle non danno istruzioni operative, né piani giornalieri con scadenze e obiettivi. E per oggi… la mia Quasi-Saggezza ha dato il suo contributo. – Taddeo “Il Quasi-Saggio” – Pensiero del Giorno Blog
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La filosofia di vita pratica di Taddeo “Il Quasi-Saggio”
Mi si dice: “sei tu che guardi male il cielo”. Ma io sospetto una cosa più subdola e più antica: che il cielo non stia facendo colloqui motivazionali, e che le stelle non abbiano firmato alcun patto per insegnarmi a sopravvivere alle mie mattine.
Eppure continuo. Non per convinzione cieca, ma per una specie di testarda dignità dell’errore: se sbaglio direzione, almeno che sia un errore che somiglia a qualcosa di vivo.
Così resto lì, a guardare in su, mentre la parte saggia di me prende appunti e quella quasi-saggia li perde per strada, come sempre, poco prima di capire tutto.
Poi un lampo di “illuminazione” mi fa intuire che le stelle non parlano in modo diretto, non danno istruzioni operative, né piani giornalieri con scadenze e obiettivi.
Le stelle, semmai, fanno qualcosa di molto più irritante per chi cerca risposte: restano lì. Immobili nel loro disinteresse diplomatico, come se la mia richiesta di motivazione fosse un dettaglio secondario dell’universo.
E allora capisco, con quel tipo di chiarezza che arriva sempre un secondo dopo averla già ignorata per anni, che forse non stavo cercando una stella.
Stavo cercando l’approvazione per iniziare la giornata sotto una guida sicura, ma dovrò abituarmi a dare un senso (non troppo sofisticato) anche senza una spiegazione cosmica.
Nota psicologica non richiesta ma utile: la questione non è imparare a vedere il positivo a tutti i costi. E’ smettere di considerare la fatica di non vederlo come un difetto da correggere. Non tutto ciò che non consola è un errore.
Colpevolizzarsi perché non si riesce a trovare il lato luminoso della vita è un po’ come rimproverare una lente per la nebbia. Non è un fallimento di visione, è un’esperienza umana che non sempre ha voglia di diventare motivazionale.










