Ho passato anni a temere dove finiva la strada. Poi mi sono accorto che, mentre guardavo la fine, non vedevo più dove mettevo le zampe. Compresi che ogni impronta accompagna solo il passo successivo, prima di dissolversi nella neve e questo non le impedisce di essere stata un passo vero. – Vecchio Lupo Giò

Gli Appunti di Vita di Vecchio Lupo Giò
Lupetto:
«Giò. . . hai mai paura della morte?»
Vecchio Lupo Giò:
«Certo.»
Lupetto:
«Davvero? Pensavo che tu non avessi più paura di niente.»
Vecchio Lupo Giò:
«No. Ho solo smesso di fuggire da ciò che non posso evitare.»
Il vecchio lupo guardò le impronte sulla neve.
«Quando cammini nel bosco, prima o poi le tue zampe lasciano il posto ad altre impronte. La neve non si rammarica. Non dice: “Che ingiustizia, un altro passo finito”.»
Lupetto:
«Ma allora perché ci affezioniamo alle persone, se poi le perdiamo?»
Vecchio Lupo Giò rimase in silenzio un momento.
«Perché anche il fuoco finisce. Ma nessuno direbbe che è stato inutile scaldarsi.»
Lupetto abbassò lo sguardo.
«Quindi non dobbiamo avere paura? A volte penso alla fine di tutto. . . e mi passa la voglia di iniziare qualcosa.»
Il vecchio lupo fece un mezzo sorriso.
«No. La paura viene lo stesso. Non puoi disfartene: bussa sempre alla porta, anche quando nessuno l’ha invitata.»
Poi riprese a camminare.
«Ma una cosa l’ho capita. Non è la fine che si deve temere; quella arriva per tutti. Il problema è quando arriva prima nei pensieri che nei giorni: è lì che rischi di rovinarti il viaggio e i nuovi inizi.»
