Abbiate un cuore grande e un po’ meno paura. – Fedor Dostoevskij

Spunti di riflessione
Come suona semplice e insieme impossibile questa citazione! Non è forse vero che l’uomo passa la vita a erigere muri attorno a sé, a proteggersi dalla paura che tutto, in un istante, possa crollare? Ma un cuore grande non si accontenta di esistere al sicuro, non conosce quella quieta disperazione del prudente. Esso sente, soffre, ama e si apre al mondo, anche se ogni passo è accompagnato dal tremito dell’ignoto.
La paura non è nemica del cuore, è solo l’ombra della sua immensità: e chi osa accogliere l’ombra, chi osa avere un cuore grande, scopre che il mondo intero, con tutte le sue miserie e le sue gioie, lo aspetta pronto a insegnargli a vivere davvero.
Ricordiamoci che ciò che è esterno a noi non è né buono né cattivo; sono i nostri giudizi a renderlo tale. La paura nasce dall’attaccamento a ciò che non possiamo controllare.
Un cuore grande non teme ciò che il mondo offre o toglie: accoglie con dignità ogni cosa, sapendo che nulla di esterno può corrompere la virtù interiore. Diventiamo coraggiosi non per desiderio di gloria, ma perché il vivere rettamente richiede solo di obbedire alla ragione, di non abbandonare la giustizia e la compassione.
Non dobbiamo avere paura di soffrire: il dolore è naturale e il mondo segue le sue leggi; ciò che conta è la misura con cui lo affrontiamo, senza turbamento dell’anima.
