Frasi di oggi: lunedì 21 settembre 2026 - Ora locale 20:57:14
Prima di qualunque cambiamento poniti queste semplici domande: 1) Perché sono qui? 2) Vale la pena di restare?
- George Ivanovitch Gurdjieff
Cosa ti trasmette questa riflessione?
Questa frase di Gurdjieff ci invita a riflettere sulle motivazioni profonde e sul senso che attribuiamo alle nostre scelte prima di intraprendere qualsiasi cambiamento significativo. La prima domanda, - Perché sono qui? -, ci sprona a considerare con onestà le ragioni che ci hanno portato a una determinata situazione. Ci sprona a comprendere non solo le cause esterne, ma anche le motivazioni e i desideri che ci hanno guidato, e ci aiuta a valutare se siamo realmente dove vorremmo essere o se siamo influenzati da pressioni esterne o abitudini consolidate. La seconda domanda: - Vale la pena di restare? -, ci porta a valutare il significato e il valore del continuare su un determinato cammino. Chiedersi se vale la pena rimanere significa mettere in discussione se la situazione in cui ci troviamo risponde ancora ai nostri bisogni o valori, se ci arricchisce o ci limita. È una domanda che ci induce a riflettere sul nostro benessere e sulla coerenza tra ciò che desideriamo e ciò che effettivamente viviamo. Quali sono gli insegnamenti di Gurdjieff per la conoscenza di se stessi? Alla luce degli insegnamenti di Gurdjieff, queste domande assumono un significato ancora più profondo, poiché invitano a un'autoindagine che va oltre la sfera delle convenzioni e delle risposte superficiali. Nel suo sistema di pensiero, Gurdjieff sostiene che gran parte dell'umanità vive in uno stato di sonno interiore, una condizione di automatismo e inconsapevolezza. In questo contesto, le domande: - Perché sono qui? - e - Vale la pena di restare? - sono strumenti per scuoterci da questo stato di inerzia e portarci a un livello di consapevolezza più alto. La prima domanda, - Perché sono qui? - , spinge l’individuo a chiedersi se la propria vita, le proprie scelte e le proprie abitudini siano dettate da una volontà consapevole o semplicemente da reazioni automatiche e influenze esterne. Gurdjieff incoraggia i suoi allievi a prendere coscienza delle influenze sociali, familiari e culturali che spesso ci condizionano, per riscoprire la vera motivazione del nostro agire. Questo - perché - è quindi una domanda che può innescare una rottura con la consuetudine, portando a una comprensione più autentica di sé. La seconda domanda, - Vale la pena di restare -, non si limita a valutare la convenienza di una situazione, ma invita a un esame più profondo del valore esistenziale di ciò che stiamo vivendo. Per Gurdjieff, tutto ciò che non contribuisce al nostro risveglio interiore e alla nostra evoluzione è in un certo senso uno spreco. Dunque, chiedersi se - vale la pena di restare - significa chiedersi se la nostra situazione attuale sostiene il nostro processo di risveglio o se, al contrario, ci mantiene addormentati, distanti dalla nostra vera essenza. Queste domande, quindi, rappresentano strumenti di auto-osservazione essenziali per chi vuole seguire il percorso dell'evoluzione interiore secondo Gurdjieff. Esse ci aiutano a distinguere ciò che è essenziale da ciò che è accessorio, portandoci verso una vita più consapevole e allineata con il nostro scopo finale di crescita e risveglio spirituale.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Inutile credere nella diversità quando si ha difficoltà nel capire se stesso e il proprio modo di fare.
L'illusione suprema dell'uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare... ma nessuno fa niente. Tutto accade.
Tutto dipende da tutto, tutte le cose sono collegate, non vi è niente di separato. Tutti gli avvenimenti seguono dunque il solo cammino che possono prendere. Se le persone potessero cambiare, tutto potrebbe cambiare. Ma esse sono quelle che sono, e di conseguenza le cose, anche esse sono quelle che sono.
Ti chiedo di non credere a nulla che non puoi verificare in prima persona.
Aiuta l'altro ad aiutare se stesso.
L'uomo deve usare quello che ha, non sperare in ciò che non è.
"Nel percorso della vita non ci si ferma davvero mai: si sale, si scende, si camb..."
— Filippa De Crescenzo
