Il giovane vuole la rivincita domani.
Il lupo vecchio sa che certe vittorie arrivano quando non gli dai più peso.Perché la fretta non guarisce le ferite, le copre soltanto.
– Vecchio Lupo Giò

Gli Appunti di Vecchio Lupo Giò
Nella fretta dell’inesperienza torni in campo subito.
Vuoi mordere il mondo come se ti dovesse qualcosa.
Poi col tempo capisci che alcune sconfitte non vanno corrette. Vanno lasciate lì per un po’.
Le tocchi troppo presto e ti mordi ancora da solo.
Ho smesso di correre dietro alle rivincite quando ho visto che arrivavano lo stesso. . . ma con calma diversa.
Senza il rimuginio di dentro.
Così, quando hai smesso di essere “affamato”, non torni per cancellare quello che è successo.
Torni quando non hai più bisogno che succeda qualcosa per sentirti in piedi.
E quella è una cosa che non insegni a nessuno. La impari inciampando e rispettando le tue ferite.
Un aneddoto di Vecchio Lupo Giò
Una volta ho visto un giovane lupo inseguire la propria impronta nella neve.
Ringhiava piano, come se quella dietro di lui gli avesse rubato qualcosa di importante.
Tipo dignità, o almeno la pace. Che per un giovane è quasi la stessa cosa.
Ogni tanto si girava di scatto, pronto a mordere il passato come se avesse denti veri.
Il passato, ovviamente, non collaborava. Classico.
Io ero seduto più in là.
Non avevo fretta. Non avevo nemmeno motivi per averne.
La neve cadeva uguale per tutti.
Questa è una delle poche cose oneste che ho imparato.
Dopo un po’ si è fermato.
Non perché avesse capito.
Perché il corpo, a un certo punto, smette di inseguire anche quando la testa continua a urlare.
E lì è successo il fatto interessante: la sua impronta ha smesso di sembrargli un nemico.
È diventata solo. . . una strada già fatta.
Una cosa che non ti giudica. Ma non ti applaude neanche.
Mi ha guardato come si guarda qualcosa che non si vuole ammettere.
Tipo uno specchio messo nel posto sbagliato.
Io non gli ho detto nulla.
Quando sei giovane vuoi spiegazioni.
Quando invecchi capisci che le spiegazioni sono solo buone intenzioni a perdere.
Se n’è andato senza risolvere niente.
Che è già un passo avanti, anche se non lo direbbe mai nessuno ad alta voce.
Ma camminava diverso.
Meno lotta nelle spalle. Più strada sotto le zampe.
E io ho pensato una cosa:
ci sono volte che non vinci quando digrigni i denti, ma quando molli la presa.
E il mondo non te lo fa notare se non sei tu stesso a realizzarlo.
