I sogni sono messaggi dal profondo: ci parlano della nostra interiorità.

Tratto da “Guida alla conoscenza di sé” di Angela Maria La Sala Batà.

I sogni

L’argomento dei sogni è molto importante sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista spirituale.

Sin dall’antichità si è data grande importanza ai sogni e, anche se non se ne capiva il reale significato, essi attraevano come qualcosa di misterioso che permetteva all’uomo di aprire uno spiraglio su un mondo sconosciuto.

Oggi la psicanalisi ha reso di vera attualità lo studio dei sogni perché, come dice Freud, esso “è la via maestra che porta alla conoscenza dell’inconscio”.

Tuttavia noi dobbiamo inquadrare questo argomento in una concezione più ampia, senza dimenticare che l’uomo è formato da vari elementi (istinti, emozioni e pensiero), ha in sé la controparte inconscia di ognuno di essi e ha anche un Supercosciente […] Inoltre dobbiamo tener presente che egli è in realtà un’entità spirituale, anche se non ne è sempre consapevole, è cioè un’Anima che cerca di manifestarsi alla forma. Quindi, è bensì vero che l’analisi dei sogni può portare alla rivelazione della vita inconscia che giace nel profondo della nostra psiche, ma è anche vero che essa dimostra che l’uomo può avere delle percezioni, dei poteri superiori al normale e può venire in contatto con livelli e vibrazioni che non conosce allo stato di veglia.

E’ come se lo stato di sonno rendesse l’uomo più libero, più sensibile, più aperto a svariati influssi e radiazioni poiché, anche se il corpo fisico dorme, la psiche è sveglia e non è costretta e limitata dall’io cosciente.

Il sonno è ancora un mistero

Dal punto di vista prettamente fisiologico il meccanismo del sonno è ancora un mistero. Anche la scienza in definitiva resta perplessa dinanzi al misterioso avvenimento dell’uomo che dorme. Vi è “un’ignoranza quasi completa circa il meccanismo del sonno normale, oggetto di molte teorie. Esisterebbe secondo l’ipotesi ultima, un centro del sonno, aggregato ai centri della vita vegetativa nella sostanza grigia…” (L. Ferrio, ‘Patologia medica’, pag. 548)

In un articolo di N. Kleitman apparso nel n. 40 de “L’illustrazione scientifica” (marzo 1953) e intitolato Il sonno, è detto: “Perché dormiamo? Perché sciupiamo nel sonno un terzo della nostra vita? Perché talvolta possiamo fare a meno del sonno? Queste domande non hanno ragione d’essere se si comprende la natura dell’alternarsi del sonno e veglia che caratterizza la nostra esistenza.

Probabilmente non riusciremo mai a provare l’esistenza di un meccanismo fisiologico specifico del sonno e il problema è piuttosto quello di trovare cos’è che ci fa stare svegli”.

E’ chiaro quindi che dal punto di vista scientifico il sonno è ancora un mistero insoluto, ma che s’inquadra e ha una spiegazione logica nella concezione del ritmo che esiste in tutti i fenomeni vitali e cosmici: l’alternarsi del giorno e della notte, il susseguirsi delle stagioni, i vari flussi e riflussi ciclici, ecc. “Il sonno, in cui prevalgono il vagotòno, l’immagazzinamento delle energie, l’assimilazione degli stimoli, la funzione del subcosciente e le attività interiori, deve alternarsi con la veglia, in cui prevalgono il simpaticotòno, la messa in libertà delle energie, la ricerca degli stimoli, la funzione della coscienza e le attività esteriori” (Nicola Gentile, ‘Medicina Psicologica‘, pag. 114).

Tuttavia ora non vogliamo occuparci del passaggio dallo stato di veglia allo stato di sonno, ma di ciò che avviene mentre dormiamo.

Cosa avviene mentre dormiamo?

Quando ci addormentiamo la coscienza si ritira dal cervello fisico nel mondo psichico. Quindi ciò che di noi dorme veramente è il corpo fisico, il cervello, ma l’uomo psichico non dorme, continua la sua vita in livelli di coscienza più interni e più profondi. Nelle sue emozioni, nei suoi istinti, nei suoi pensieri, nella sua parte spirituale l’uomo è sveglio anche se il suo involucro materiale dorme, ed è per questo che noi sogniamo.

Non sempre ricordiamo i sogni. A volte poi ne conserviamo soltanto un ricordo parziale e confuso. Vi sono delle persone, a esempio, che dicono di non sognare mai. In realtà anch’esse sognano, soltanto che non portano il ricordo dei loro sogni nella coscienza di veglia. E’ stato provato da numerosi esperimenti e prove che tutti sogniamo, anche se al mattino abbiamo l’impressione di aver avuto un lungo e profondo sonno completamente senza sogni. Ciò avviene perché talvolta non vi è continuità di coscienza tra il cervello fisico e la psiche, e inoltre perché vi è una dissociazione tra l’io cosciente e il subcosciente.

[…] Più siamo estrovertiti, più siamo volti all’attività, al mondo concreto, più siamo razionali e logici e più voltiamo le spalle al subcosciente.

Infatti, chi sogna di più? I tipi emotivi, intuitivi, introvertiti, sensitivi. Gli artisti, i mistici, gli adolescenti e le donne in genere appunto perché non sono polarizzati nella mente concreta, ma facilmente si aprono agli affioramenti dell’inconscio e alla intuizione.

Quindi noi tutti sogniamo.

Alcuni studiosi hanno potuto constatare questo facendosi svegliare più volte durante il corso della notte, e ogniqualvolta venivano destati si accorgevano che stavano sognando. Anzi, lo studioso inglese Harvey scoprì, facendosi appunto svegliare varie volte durante il sonno, che non solo sogniamo sempre, ma che la vivacità e l’intensità del sogno sarebbero in rapporto con la profondità del sonno. […]

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Caratteristiche generali del sogno

Prima di tutto occorre dire che essi sono quasi sempre di natura “visiva” e cioè si presentano come immagini o una serie di immagini. Più raro è il sogno “auditivo” od “olfattivo”.

Pertanto non “vediamo” i nostri sogni e generalmente quello che vediamo appare in una luce piuttosto oscura, velata e senza colore. Alcune persone invece hanno sogni coloratissimi, luminosi, nitidi, ma ciò è piuttosto raro.

Talvolta poi i sogni sono logici, chiari e semplici, talaltra invece illogici, nebbiosi e apparentemente senza significato.

Esiste la più grande varietà di sogni e quindi dobbiamo cercare di dividerli in categorie per farci un quadro chiaro e sintetico della vita onirica dell’uomo.

Si dice che Plinio dividesse i sogni i due categorie: 1) i sogni ordinari e 2) i sogni mandati dagli dei, volendo indicare con i primi i sogni che sembrano essere una semplice ripetizione della vita di ogni giorno e con i secondi invece quei sogni che sembrano avere un particolare significato, un valore di messaggio e un contenuto più profondo.

Dopo tanti secoli anche noi dobbiamo riconoscere l’esattezza di questa suddivisione e ci atterremo ad essa in linea generale.

Infatti possiamo intendere per “sogni ordinari”:

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I. I sogni derivanti dalla vita inconscia dell’individuo.

E per “sogni mandati dagli dei”:

II. I sogni di natura metapsichica;

III. I sogni spirituali.

I. I sogni derivanti dalla vita inconscia dell’individuo

Fra questi vanno annoverati tutti quei sogni che a volte sembrano una semplice continuazione della vita di ogni giorno, a volte una rielaborazione più confusa di questa e a volte assumono un carattere più fantastico e immaginoso, tanto da colpirci stranamente.

La caratteristica principale di questo tipo di sogni è forse il fatto che durante lo svolgersi del sogno l’individuo di sente “spettatore passivo”: egli cioè osserva e guarda lo svolgersi dell’azione senza però prendervi parte con la sua volontà, con la sua ragione.

“Egli percepisce le inaspettate immagini del sogno, come nella veglia percepisce il movimento del mondo esteriore. Se ci poniamo la domanda: Chi è l’autore del sogno? Non possiamo rispondere: l’io, perché l’io nel sogno viene a trovarsi in un mondo nuovo, in un mondo a volte estremamente bizzarro che egli non ha creato. L’io si sente indipendente da questo mondo” (E. Weiss, ‘Elementi di Psicanalisi‘, pag. 9).

Forse appunto perché questo genere di sogni non è altro che un affioramento spontaneo della vita inconscia sotto forma di immagini, vi è questa sensazione da parte del nostro io di essere uno spettatore passivo, quasi estraneo.

Questa categoria di sogni è quella studiata molto dalla psicanalisi e su cui sono state fatte le più numerose osservazioni e indagini, giungendo a conclusioni e interpretazioni in parte giuste e in parte errate, ma sempre interessanti e degne di considerazione.

Meritano attenzione non tanto le interpretazioni del significato dei sogni date dalla psicanalisi quanto gli studi e le osservazioni fatte sulle caratteristiche e sul meccanismo di essi che ora cercheremo di riassumere brevemente.

I sogni dell’inconscio

I sogni derivanti dall’inconscio generalmente esprimono desideri insoddisfatti o istanze represse. Questi desideri e istanze erano stati rimossi dall’io cosciente, ma nel sogno le funzioni di controllo si rilasciano e l’io diminuisce i suoi sforzi di repressione, tuttavia la rimozione non viene soppressa del tutto, è soltanto diminuita. Il super-io, che è una specie di coscienza morale formatasi in noi a poco a poco e poi divenuta inconscia, è sempre presente, anche nello stato di sonno e allora oppone ai desideri insoddisfatti che vorrebbero affiorare la severità della censura.

Pertanto gli impulsi dell’inconscio si camuffano per non farsi riconoscere dal super-io, si mascherano e da qui nasce il simbolismo dei sogni. Tale simbolismo è forse la caratteristica più interessante dei sogni e ha aperto la via a interpretazioni, analisi e deduzioni di ogni genere. Occorre tener presente che non vi è un simbolismo fisso che può applicarsi ciecamente e meccanicamente alla vita onirica di ogni persona, come hanno creduto Freud e i suoi seguaci, ma che esiste la più grande varietà e diversità di simboli a seconda degli individui. Jung che ha studiato moltissimo questo argomento e che gli dà la massima importanza, dice che è assurdo pensare che vi possano essere dei simboli fissi.

Che cosa significa simbolismo?

Che cosa è un simbolo?

Come dice Jean Filloux, “il simbolo è una cosa o una rappresentazione che sostituisce un’altra cosa o un’altra rappresentazione, in virtù di un’analogia o di una relazione qualunque”.

In altre parole il simbolo è una figura o un’immagine che si sostituisce ad un’altra ma che contiene in sé, per analogia, un significato simile.

Talvolta anche uno stato d’animo, un sentimento, un pensiero possono essere espressi con un simbolo, con una immagine.

Ad esempio un cielo sereno e azzurro può simboleggiare uno stato d’animo sereno e calmo oppure un mare tempestoso e agitato può simboleggiare uno stato d’animo turbolento e tempestoso… e così via.

Nel sogno quindi vi è un doppio aspetto: apparenza e significato. Cioè il vero significato del sogno è nascosto da una serie di immagini e rappresentazioni simboliche. Vi è in altre parole un contenuto manifesto ed un contenuto latente, che è poi quello reale e che esprime il messaggio che viene dall’inconscio.

Un’altra caratteristica essenziale del sogno è la drammatizzazione cioè lo svolgimento di un’azione, di una situazione sotto forma di immagini anche per ciò che riguarda idee astratte o sentimenti, come ho detto prima.

Per fare un altro esempio, un sentimento di depressione, di sconforto che ci fa pensare che non valga la pena di lottare in questa vita, può dar luogo ad un sogno in cui si vede una formica che sale lungo un muro, con gran pena e fatica e che arrivata in cima ricade giù e deve ricominciare l’ascensione.

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Vi è un altro aspetto dei sogni derivanti dalla vita inconscia che è molto interessante e che apre la via a nuove deduzioni e intuizioni. Tale aspetto è stato osservato e analizzato da Jung che, come ho già detto altre volte, aveva una concezione più ampia ed elevata dell’uomo e una visione più spirituale e ottimista della vita.

Jung dice che i sogni non rivelano soltanto “desideri rimossi” o “traumi non risolti”, ma sono la rappresentazione simbolica della nostra situazione psichica attuale, di ciò che sta avvenendo nei livelli profondi del nostro inconscio al momento presente. In altre parole il sogno ci pone dinanzi a noi stessi per farci capire qual è il problema, il conflitto che dobbiamo superare e anche per darci un panorama della nostra vita interiore e del grado evolutivo che abbiamo raggiunto.

Jung mette in primo piano l’esigenza dell’uomo a integrarsi un una individualità armonica e completa e a raggiungere una maturazione di un certo livello. Ed egli dice che dentro di noi avviene continuamente questa evoluzione, questa crescita, con lotte e travagli, con alterne vicende…

Quindi i sogni ci rivelano con immagini e simboli “individuali” che occorre interpretare volta a volta il nostro grado evolutivo e talvolta anche, stranamente, ci suggeriscono il prossimo passo da farsi. Talvolta infatti nel sogno noi compiamo certe azioni, ci comportiamo in una data maniera e ciò non avviene a caso ma per un’intenzione precisa del nostro inconscio che ci vuol far comprendere quale sarebbe la via d’uscita.

Queste interpretazioni di Jung si riallacciano si sogni spirituali che in realtà derivano dal Supercosciente e che vedremo poi, dopo aver brevemente trattato i sogni metapsichici.

II. Sogni metapsichici

La parapsicologia si è molto occupata in questi ultimi anni di questo genere di sogni.

Moltissimi casi sono stati raccolti e studiati dalla Società per le Ricerche Psichiche di Londra e dal Laboratorio di Parapsicologia della Duke University degli Stati Uniti.

Gli studiosi di questi casi sono giunti alla conclusione che le limitazioni di tempo e spazio esistono solo sul piano fisico, ma che nel mondo psichico vi è una vera e completa libertà da questi ostacoli.

Forse ognuno di noi ha fatto l’esperienza egli stesso di almeno uno di questi sogni che gli ha dato la prova che il tempo e lo spazio non esistono: un sogno telepatico o premonitore, oppure la visione di qualche avvenimento o persona lontana.

I nostri elementi psichici (istinti, emozioni, pensieri) sono energie, come abbiamo detto, e come tali emanano vibrazioni, radiazioni e onde che probabilmente si comportano come le onde e le radiazioni elettriche e magnetiche, e hanno delle caratteristiche e delle leggi simili a quelle fisiche. Inoltre, se è vero che esiste un inconscio collettivo vuol dire che esiste un substrato, un livello di coscienza comune a tutta l’umanità, che serve forse da ponte di congiungimento fra tutti gli uomini. Noi crediamo di essere separati, ma in realtà siamo intercomunicanti e riceviamo continuamente influssi e radiazioni e ne emettiamo in egual misura.

Queste capacità dell’uomo sono state chiamate sensibilità extrasensoriali e per ora soltanto alcuni le hanno sviluppate, ma col tempo tutti le possiederanno perché non sono capacità soprannaturali, ma facoltà umane normali. E’ soltanto la nostra ignoranza, incredulità e mancanza di allenamento che ci impediscono di farle venire alla luce e di sperimentarle.

Nell’interessante libro di W. O. Stevens, ‘Il Mistero dei Sogni‘ (ed. Bompiani), è raccolta un’ampia e ricca documentazione di sogni metapsichici, da quelli telepatici a quelli premonitori, da quelli di guarigione a distanza a quelli chiaroveggenti.

Anche la storia ci ha tramandato numerosissimi esempi di sogni significativi. Basti citare quello che fece Abramo Lincoln in una notte dell’aprile 1865 (che raccontò egli stesso al suo biografo Ward Lamon) in cui ebbe la premonizione della sua tragica fine, solo pochi giorni prima che essa avvenisse.

Tra i molti casi citerò quello della signora Longobardi di Castellammare di Stabia “la quale (come riferisce il Corriere della Sera del 27 gennaio 1955) vide in sogno il luogo in cui il marito, il pescatore Francesco Paolo Longobardi, era annegato il 19 gennaio. Nel sogno il povero morto l’aveva scongiurata di far riprendere le ricerche interrotte. Il pescatore Giovanni Amendola, amico del defunto, si recava sul posto con una barca e con l’aiuto della lampara esplorava il luogo indicato dalla vedova. Là infatti c’era il cadavere con la testa affondata nella rena”.

Che cosa fa la scienza di fronte a tali casi?

Per ora può semplicemente raccogliere il maggior numero di tali fatti e studiarli come studia gli altri fenomeni della natura, e cioè tentare di scoprire che cosa siano, da che cosa provengano e quali siano le leggi che li governano.

Anche la scienza tuttavia si va avvicinando a poco a poco alla luce, proprio in virtù di questi fenomeni, di queste facoltà umane che si rivelano soprattutto attraverso i sogni.

“Oggi si sa che nella personalità umana c’è un aspetto non limitato dallo spazio e dal tempo, un aspetto quindi non fisico ma psichico, i suoi confini e le sue capacità di sviluppo possono trascendere i limiti delle nostre facoltà di concezione”. (J.B. Rhine, Direttore del Laboratorio di Parapsicologia della Duke University).

III. Sogni spirituali

Abbiamo visto parlando della vita inconscia dell’uomo che essa si suddivide in vita sub-cosciente e vita Super-cosciente.

Il Supercosciente, abbiamo detto, è la parte più elevata della personalità umana perché per i suoi contenuti più puri, più alti, più impersonali, può fare da ponte con il mondo spirituale, il mondo dove vive e vibra il nostro vero Io, l’Anima, la parte di noi esterna e imperitura.

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Accade a volte che durante il sonno, come può affiorare la vita subcosciente dei livelli inferiori e medi, possa anche rivelarsi la vita Supercosciente e in casi speciali anche la vita dell’Anima.

I sogni da attribuirsi al Supercosciente sono quelli di carattere mentale più elevato, in cui si hanno soluzioni di problemi mentali, ispirazioni di carattere artistico e letterario, contatti con idee universali, intuizioni scientifiche e filosofiche, ecc.

Molti letterati, artisti, scienziati hanno avuto la prova di ciò.

Wagner ad esempio ebbe l’ispirazione dell’ouverture dell'”Oro del Reno” durante il sogno.

A Robert Louis Stevenson l’ispirazione creativa giungeva sempre durante il sonno. Egli narra che vedeva in sonno dei folletti, che chiamava “brownies”, che rappresentavano la forma mimica dei racconti, favole e drammi che gli davano l’idea per le trame dei suoi racconti.

Una delle opere più famose di Stevenson: “Il Dottor Jekyll e Mister Hyde” gli fu ispirata da un sogno del genere.

Un altro esempio di composizione musicale nel sogno è il noto “Trillo del Diavolo” di Tartini, così chiamato perché egli vide e udì in un sogno il diavolo che suonava quel pezzo.

Anche problemi di carattere scientifico hanno spesso trovato nel sogno la loro soluzione.

Condorcet, filosofo e matematico francese del secolo XVIII, trovò in sogno la soluzione di un problema difficilissimo su cui si stava arrovellando da molto tempo.

Nella biografia del famoso scienziato svizzero Luigi Agassiz scritta da sua moglie, si legge come egli abbia visto in sogno per ben tre notti consecutive l’esatta forma di un pesce fossile, di cui aveva trovato delle tracce appena visibili in una scaglia di pietra.

Il Professor William Lamberton vide in sogno la soluzione di un problema di geometria che lo assillava da ben quindici giorni.

Si potrebbero citare infiniti casi del genere.

Talvolta poi si possono avere nel sogno ispirazioni e aiuti anche per problemi interiori, o per difficoltà di carattere morale. Forse molti di noi hanno avuto spesso un’esperienza simile.

Non vi è nulla di soprannaturale in ciò: è soltanto la prova che esiste in noi una parte Supercosciente, che può affiorare quando siamo in stato di rilasciamento e di sonno, come affiora la parte subcosciente.

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I sogni dell’Anima

Nel sogno può anche rivelarsi, in casi più rari, anche la vita dell’Anima, cioè di quella parte di noi che è il nostro vero Sé, la scintilla divina eterna e immutabile.

Anche questi sogni hanno un carattere simbolico e drammatizzato, ma talvolta si possono presentare anche in forma semplice.

Moltissimi mistici e santi hanno avuto la rivelazione della missione a cui erano destinati in un vivido sogno di carattere spirituale.

Florence Nightingale, la giovane donna inglese che fu la fondatrice della Croce Rossa e la prima donna infermiera di guerra, sentì in sogno una voce che la chiamava e le indicava la via da seguire.

Emanuel Swedenborg, scienziato e mistico, ebbe numerosissimi sogni di carattere spirituale e intuitivo.

Fu un sogno a far convertire S. Francesco da gaudente in asceta e mistico, tutto dedito a Dio.

L’Anima naturalmente presenta i suoi messaggi alla personalità in forma “drammatizzata” e umanizzata perché possano essere compresi.

Spesso un sogno di tal genere può cambiare l’intera vita di un uomo.

Questi sogni hanno una particolare caratteristica inconfondibile e cioè una nota di veridicitàdi certezza assoluta, che lascia una profonda e indelebile impressione nell’animo di chi li esperimenta.

L’uomo che fa un sogno del genere è certo che esso è un messaggio di qualche cosa di superiore, anche se non sa spiegarsene la ragione e se non può comunicare la sua certezza ad altri.

Quando si ha la fortuna di fare uno di questi sogni se ne riceve una impressione indelebile, si acquista la sicurezza interiore dell’esistenza di qualche cosa di superiore e di spirituale nell’uomo.

Come abbiamo visto da questo sguardo sintetico sulla vita di sogno dell’uomo, è questo un argomento di fondamentale importanza per la conoscenza dell’animo umano. I sogni infatti sono rivelatori della vita psichica di un individuo, dei suoi problemi e dei suoi conflitti, e inoltre sono come un ponte tra il mondo materiale e il mondo iperfisico.

Noi dovremmo cercare di tener conto dei nostri sogni, non in senso superstizioso, ma in senso psicologico e formativo.

Per esempio, dovremmo tenere un quaderno dove segnare fedelmente i nostri sogni appena svegliati, e anche se non li sapremo interpretare subito, forse a poco a poco, riflettendo, il loro significato ci si rivelerà.

Inoltre nell’addormentarci dovremmo badare di essere perfettamente calmi e sereni e di fare un’opportuna preparazione, cercando di polarizzarci nella mente e non nell’emotivo.

Nei libri spirituali si raccomanda molto di abituarsi a questa preparazione al sonno, poiché questo aiuta a elevare la nostra coscienza e a non aprirci a influssi negativi e inferiori mentre dormiamo, poiché è facile che nello stato d’incoscienza e di rilasciamento dato dal sonno affiorino lati non buoni sia dal nostro inconscio sia dall’inconscio collettivo.

In altre parole vi è un’arte dell’addormentarsi che può far migliorare la nostra vita di sogno, permettendo di elevarsi mentre dormiamo verso il Supercosciente, e di aprirci ai suoi influssi benefici e costruttivi.

Il nostro Sé Superiore, la nostra Anima così potrà inviarci i suoi messaggi, e noi potremo registrarli nella coscienza e ricordarli al nostro risveglio.

(Angela Maria La Sala Batà, ‘Guida alla conoscenza di sé‘, cap. V – Edizioni Armonia e Sintesi)

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