Due lupetti camminavano accanto a me. Uno diceva che le giornate erano tutte uguali. L’altro continuava a fermarsi per cose che il primo non vedeva. Io non dissi niente. Vidi che arrivarono nello stesso posto. Ma non avevano visto lo stesso viaggio. – Vecchio Lupo Giò

Appunti di vita di Vecchio Lupo Giò
Due lupetti camminavano accanto a Vecchio Lupo Giò.
La strada era lunga e la neve cadeva piano.
— Giò?
— Mmm.
— Come si fa a portare un po’ di immaginazione nei giorni tutti uguali?
Giò guardò le loro impronte.
— Quale dei due?
I lupetti si guardarono.
— Quale dei due cosa?
— Quale dei due vede giornate tutte uguali?
Il primo lupetto alzò la zampa.
— Io.
Il secondo scosse la testa.
— Io invece ieri ho visto una nuvola a forma di pesce.
Giò annuì.
— E il pesce cosa faceva?
— Niente.
— Ottimo. Almeno lui non correva dietro a qualcosa.
Il primo lupetto rimase pensieroso.
— Però io vedo sempre le stesse cose.
Giò indicò un albero poco più avanti.
— Quell’albero lo avete visto ieri?
— Sì — dissero insieme.
— E oggi?
Il primo lupetto guardò l’albero.
— È uguale.
Il secondo inclinò la testa.
— No. Oggi ha un ramo piegato dalla neve.
Giò riprese a camminare.
— Ecco.
— Ecco cosa? — chiese il primo.
— Niente.
Pausa.
— Uno ha guardato l’albero. L’altro ci è passato davanti abbastanza piano da accorgersi che era lì.
Il vento mosse qualche ramo.
Il primo lupetto abbassò il muso verso le impronte.
— Quindi devo guardare tutto meglio?
Giò fece spallucce.
— No.
— No?
— Devi solo smettere di guardare tutto di fretta.
I due lupetti continuarono a camminare.
Le loro impronte erano vicine.
Ma nessuna era uguale all’altra.
Nemmeno quando provavano a fare lo stesso passo.
