Pimpinello si credeva intelligente.
Aveva una teoria su tutto: sul traffico, sull’economia, su come si cuoce la pasta. E una sola certezza: se qualcuno gli faceva notare un errore, l’errore era dell’altro.

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Se gli dicevano: «Hai suonato la tromba alle tre di notte», Pimpinello non parlava della tromba. Diceva: «Io sono una persona educata».
Se gli chiedevano: «Potresti abbassare il volume?», rispondeva: «La gente è ignorante».
Se gli facevano notare che aveva parcheggiato sul marciapiede, si aggiustava il colletto: «Ai miei tempi i signori sapevano stare al mondo».

Aveva scoperto un vantaggio enorme nel sentirsi intelligente: non era più necessario rispondere alle domande. Gli bastava sentirsi superiore a chi gliele faceva.

E così andò avanti per anni, spiegando a tutti quanto fosse intelligente e più signore degli altri, e mostrando a tutti, ogni volta, quanto fosse Pimpinello.

Morale della storia: la sindrome della superiorità illusoria

La storiella di Pimpinello ci mostra in modo satirico gli effetti della sindrome della superiorità illusoria, la quale indica la tendenza di una persona a valutare le proprie capacità, il proprio giudizio o il proprio comportamento come superiori a quelli degli altri, spesso senza avere elementi sufficienti per sostenerlo.

Si tratta di un fenomeno studiato dalla psicologia sociale e cognitiva.

Un concetto molto vicino è il Dunning-Kruger effect: quando una persona ha competenze o conoscenze limitate in un determinato ambito, può avere anche difficoltà a riconoscere i propri limiti e quindi sovrastimare la propria competenza.

La cosa interessante, pero, è che non riguarda solo la competenza.

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La superiorità illusoria può assumere forme come:

  • «Io sono più intelligente degli altri.»
  • «Io so come ci si deve comportare, gli altri no.»
  • «Se qualcuno mi critica, evidentemente è ignorante.»
  • «Io sono educato e civile; il problema sono sempre gli altri.»
  • «Non devo spiegarmi: chi capisce, capisce.»
Vignetta Racconto con morale Pimpinello e la superiorità illusoria

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Perché Pimpinello si sente superiore agli altri?

Qui arriviamo al punto cruciale che non è semplicemente il fatto che Pimpinello si sopravvaluta. La questione più interessante è perché abbia così bisogno di sentirsi superiore.

Ammettere di aver sbagliato significa, almeno per un momento, accettare che la propria immagine di persona intelligente, educata o competente non sia sempre confermata dai fatti. Per alcune persone questo può essere difficile da tollerare.

E allora entra in gioco un meccanismo molto comodo: invece di mettere in discussione il proprio comportamento, si mette in discussione chi lo ha fatto notare.

Hai fatto qualcosa di sbagliato?
«Non è vero.»

Ti fanno notare che hai esagerato?
«Sono tutti permalosi.»

Ti chiedono di rispettare una regola?
«La gente non sa più stare al mondo.»

Ti muovono una critica concreta?
«Sei ignorante.»

In questo modo il problema non è più ciò che abbiamo fatto, ma la presunta inferiorità di chi ce lo fa notare.

È una piccola inversione di prospettiva che può diventare molto forte: se riesco a convincermi che l’altro è stupido, ignorante o maleducato, non devo più chiedermi se abbia ragione.

Ed è proprio qui che la superiorità illusoria può diventare una trappola.

Perché sentirsi superiori dà una sensazione immediata di sicurezza, ma ha un prezzo: rende sempre più difficile imparare qualcosa dagli altri.

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Chi è convinto di avere sempre ragione non ha bisogno di ascoltare.
Chi considera ogni critica un attacco non ha bisogno di riflettere.
Chi attribuisce sistematicamente agli altri la colpa dei problemi non ha bisogno di correggersi.

E così, paradossalmente, la convinzione di essere intelligenti può diventare un ostacolo all’intelligenza stessa.

L’intelligenza, infatti, non consiste soltanto nel sapere molte cose o nel trovare una risposta pronta. Comprende anche la capacità di riconoscere i propri limiti, tollerare di non avere ragione, cambiare idea quando i fatti lo richiedono e ascoltare una critica senza trasformarla immediatamente in un’offesa personale.

Ciò non vuol dire certamente, dare ragione a chiunque ci critichi. Una critica può essere ingiusta, maleducata o semplicemente sbagliata.

Ma una persona realmente sicura di sé può permettersi di fare una cosa che Pimpinello non riesce proprio a fare:

fermarsi un momento e chiedersi: «E se questa volta avesse ragione?»

È una domanda piccola, ma richiede più intelligenza di molte grandi dichiarazioni di superiorità.

Perché alla fine non è necessario sentirsi più intelligenti degli altri.

È sufficiente essere abbastanza lucidi da accorgersi quando abbiamo torto.

Storia di Pimpinello che era il più intelligente

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