Come liberarsi dai sentimenti negativi. Insegnamenti di Ouspensky ‘La Quarta Via’.

Il seguente testo è tratto dal libro di Peter D. Ouspenky, ‘Coscienza – La Ricerca della Verità’.

– L’espressione “sentimenti negativi” indica tutti i sentimenti di violenza o depressione: autocompatimento, ira, sospetto, paura, noia, fastidio, sfiducia, gelosia e così via. Di solito, si accetta questa espressione “sentimenti negativi” come del tutto naturale e perfino necessaria. Molto spesso la gente li chiama “sincerità”.

Naturalmente, essi non hanno niente a che fare con la sincerità; rappresentano solo un segno di debolezza dell’uomo, un segno di cattivo umore e d’incapacità di tenere per sé il proprio malcontento. L’uomo capisce questo quando cerca di opporvisi, e da questo impara un’altra lezione.

Egli capisce che, riguardo alle manifestazioni meccaniche, non basta osservarle: è necessario resistere ad esse, perché senza resistere ad esse non si possono notare. Esse avvengono così velocemente, così abitualmente e così impercettibilmente che non si possono notare se non si fanno sforzi sufficienti per creare loro degli ostacoli.

Questi sentimenti negativi rappresentano un fenomeno terribile. Essi occupano uno spazio enorme nella nostra vita. Di molte persone è possibile dire che tutta la loro vita è regolata e dominata – e alla fine rovinata – dai sentimenti negativi.

Allo stesso tempo, i sentimenti negativi non sostengono alcuna parte utile nella nostra vita. Essi non sono di aiuto al nostro orientamento, non ci procurano alcun sapere, non ci guidano in nessuna forma tangibile. Al contrario, essi ci privano di tutti i nostri piaceri, ci rendono la vita un peso e costituiscono un ostacolo vero e proprio al nostro possibile sviluppo perché non c’è niente di più meccanico, nella nostra vita, dei sentimenti negativi.

I sentimenti negativi dipendono dall’identificazione

I sentimenti negativi non possono mai essere da noi dominati. Le persone che pensano di poter dominare i loro sentimenti negativi e di manifestarli solo di propria volontà, semplicemente ingannano loro stessi. I sentimenti negativi dipendono dall’identificazione: se l’identificazione viene distrutta in qualche caso particolare, essi scompaiono.

Il fatto più strano e più bizzarro circa i sentimenti negativi è che le persone in realtà li adorano. La cosa più difficile da capire per una comune persona meccanica è che i suoi sentimenti negativi personali e quelli di altre persone non hanno alcun valore e non contengono niente di nobile, niente di bello o niente di forte. In realtà, i sentimenti negativi non contengono altro che debolezza e molto spesso sono il principio dell’isterismo, della pazzia e del delitto. L’unica cosa buona riguardo ad essi, è che, essendo del tutto inutili e creati artificialmente dall’immaginazione e dall’identificazione, possono essere distrutti senza danno alcuno; è questa è la sola possibilità di scampo che l’uomo ha.

In realtà, abbiamo molto più potere sui sentimenti negativi di quanto noi pensiamo, specialmente quando conosciamo già come siano pericolosi e come sia urgente il bisogno di lottare con essi. Ma troviamo troppe giustificazioni per essi, e nuotiamo nel mare dell’autocompatimento o dell’egoismo – a seconda dei casi – trovando da ridire di tutto salvo che di noi stessi.

L’uomo non è un essere completo

[…] L’uomo, come noi lo conosciamo, non è un essere completo; la natura lo sviluppa solo fino a un certo punto e poi lascia o che si sviluppi ancora con i propri sforzi e mezzi, o che viva e muoia così come è nato. L’uomo si attribuisce molti poteri, facoltà e proprietà che non possiede, e che non possederà mai, a meno che non possa svilupparsi in un essere completo.

L’uomo non capisce che in realtà è una macchina, con dei movimenti che non sono autonomi, che è messa in moto da influssi esterni. La più importante delle qualità che l’uomo si attribuisce, ma non possiede, è la coscienza.

Che cos’è la coscienza negli insegnamenti de ‘La Quarta Via’

Con “coscienza” noi intendiamo una specie particolare di consapevolezza nell’uomo, consapevolezza di se stesso, consapevolezza di chi egli è, di che cosa sente o pensa, o di dove egli è in questo momento. Dovete ricordare che l’uomo non è sempre ugualmente cosciente e che, secondo la maniera in cui studiamo l’uomo, pensiamo che egli abbia la possibilità di quattro stati di coscienza: sonno, stato di veglia o coscienza relativa, terzo stato di coscienza o autocoscienza e quarto stato di coscienza o coscienza oggettiva, ma nella vita ordinaria l’uomo non sa nulla della coscienza oggettiva, pertanto, ci riferiamo a uno stato di maggiore coscienza del nostro ordinario stato di veglia. Non abbiamo alcun controllo su questo stato, ma abbiamo un certo dominio sulla maniera in cui pensiamo, e possiamo formare il nostro pensiero in una maniera tale da provocare la coscienza. Dando ai nostri pensieri una direzione che avrebbero in un momento di coscienza, possiamo produrre coscienza.

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Questa pratica la chiamiamo autoricordo.

Lavoro sui sentimenti negativi

Per cominciare a lottare con i sentimenti negativi è necessario innanzitutto capire che non esiste un solo sentimento negativo utile. I sentimenti negativi sono tutti ugualmente cattivi e tutti un segno di debolezza. Dobbiamo poi capire che possiamo lottare con essi, che essi possono essere vinti ed eliminati perché non esiste un vero centro per essi. Se per essi esistesse un vero centro, non avremmo alcuna possibilità, e rimarremmo per sempre in potere dei sentimenti negativi.

Per nostra fortuna essi esistono in un centro artificiale che può essere distrutto, e ci sentiremo molto meglio allorché questo avviene. Anche la convinzione che questo è possibile vuol dire moltissimo; ma noi possediamo tante convinzioni, pregiudizi e perfino principi su di esso, che è difficile liberarsi dell’idea che i sentimenti negativi sono necessari e obbligatori.

Fino a che pensiamo che essi siano necessari, inevitabili, e perfino utili per l’autoespressione o per molte altre cose, non possiamo fare nulla.

E’ necessario che ci impegniamo in una certa lotta mentale per capire che i sentimenti negativi sono del tutto inutili, che non hanno una funzione utile nella nostra vita e tuttavia che, al tempo stesso, tutta la vita si basa su di essi. Questo è ciò che nessuno capisce.

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I sentimenti negativi non dipendono dalle circostanze

Una delle illusioni più forti è credere che i sentimenti negativi siano prodotti dalle circostanze, e noi affermiamo, ad esempio, di essere arrabbiati “per qualche motivo perfettamente giusto”, ma tutti i sentimenti negativi sono in noi, dentro di noi. Prima che possiamo cominciare a lottare contro di essi, dobbiamo capire che non ci sono dei giusti motivi per essere arrabbiati.

Noi pensiamo – ci piace pensarlo – che i nostri sentimenti negativi siano prodotti per colpa di altre persone o per colpa delle circostanze. Si tratta di un’illusione. La mia rabbia ha un reale motivo, è in me. La vostra rabbia non ha un motivo, è in voi. Le cause dei sentimenti negativi non si trovano in motivi esterni, sono in noi stessi.

Non c’è assolutamente una sola ragione inevitabile per cui l’azione di qualcun altro o le circostanze debbano produrre un sentimento negativo in me. Si tratta solo di un effetto della mia debolezza.

Se osservate voi stessi, vedrete che, sebbene le cause esterne rimangano le stesse, esse alcune volte producono un sentimento negativo in voi, e altre volte no. La ragione di questo è che la causa vera del sentimento negativo è in voi, e il fatto esteriore è solo la causa apparente.

Se vi trovate in una condizione buona, se vi ricordate di voi stessi, se non vi identificate, allora (relativamente parlando ed escludendo le catastrofi) niente che succeda all’esterno può produrre in voi un sentimento negativo. Se siete in una condizione cattiva, se siete identificati, immersi in immaginazione o in qualcosa di simile, ogni cosa che sia anche soltanto un pochimo spiacevole produttà in voi una violenta emozione.

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Il dolore in se stesso, senza l’indentificazione, non è un sentimento negativo

Nell’intento di dimostrare che i sentimenti negativi sono prodotti da una causa esterna, viene chiesto talvolta se a provocarli possano contribuire cose come il dolore per la morte di un amico o dolori di altro tipo. Il dolore, in se stesso, non è un sentimento negativo. Esso può produtte un sentimento negativo solo se vi indentificate in esso. Il dolore può essere reale; il sentimento negativo non è reale. Dopo tutto, il dolore occupa una parte piccolissima della vita, ma i sentimenti negativi ne occupano una grande parte: essi occupano l’intera vita. E perché? Perché noi li giustifichiamo. Pensiamo che essi siano prodotti da qualche causa esterna.

Non v’è dubbio che le persone sono piene di sentimenti negativi e di identificazione; può darsi che producano reazioni simili in altre persone, ma noi dobbiamo imparare ad isolarci, in casi del genere, per mezzo dell’autoricordo e della non identificazione, convinti – al tempo stesso – che l’isolamento non significa indifferenza.

Quando conosciamo che i sentimenti negativi non possono essere prodotti da cause esterne, la maggior parte di essi scompaiono. Ma la prima condizione è comprendere appieno che essi non possono essere prodotti da cause esterne se non vogliamo provarli. Essi generalmente esistono perché permettiamo loro di esistere, spiegandoci la loro presenza come dovuta a cause esterne, sicché non lottiamo contro di essi.

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I sentimenti negativi non possono esistere senza l’immaginazione. Provare semplicemente un dolore non è un sentimento negativo, ma quando vi s’introducono l’immaginazione e l’identificazione, questo diviene un sentimento negativo. Il dolore morale, come il dolore fisico, non è un sentimento negativo di per sé, ma quando cominciamo a fare su di esso ogni specie di ricamo, diviene sentimento negativo.

Fermare l”immaginazione negativa’

[…] La gente attribuisce alla parola immaginazione un significato del tutto artificioso e del tutto immeritato nel senso di facoltà distruttiva che non può essere dominata. Noi cominciamo a immaginare qualcosa per fare piacere a noi stessi, e molto presto cominciamo a credere ad essa, o per lo meno a qualcosa di essa. L’immaginazione in genere consiste nell’attribuirsi qualche sapere, qualche potere, qualche qualità che non possediamo. E’ questa un’immaginazione pericolosa, mentre lasciare che delle idee ci passino semplicemente per al mente, o il sognare ad occhi aperti può essere cosa innocua ed anche piacevole finché rimane libera dall’identificazione.

Questa lotta contro l’identificazione e l’immaginazione basta a distruggere molti dei comuni sentimenti negativi o, in ogni caso, a renderli molto più lievi.

Dovete cominciare con questo perché è possibile cominciare solo usando metodi più forti contro i sentimenti negativi quando potete lottare contro l’identificazione in una certa misura, e quando avete già fermato l’immaginazione negativa. Questa deve essere fermata completamente. E’ inutile studiare ulteriori metodi finché non si sia fatto questo. Se cercate di eliminare l’immaginazione, non c’è pericolo di eliminare un sentimento vero: se è vero, non può essere eliminato.

L’immaginazione negativa potete fermarla; e anche lo studio dell’identificazione la diminuirà, ma la vera lotta contro i sentimenti negativi stessi comincia più tardi. Essa si basa sull’idea esatta, prima di tutto, di come essi si creino e che cosa vi sia dietro di essi, come essi siano inutili e quanto perdiate in cambio del piacere di cui godete nel provare dei sentimenti negativi. Se comprendete quanto perdete, forse avrete abbastanza forze per fare qualcosa in proposito.

Arrestare la manifestazione dei sentimenti negativi

E’ necessario comprendere che l’arresto del manifestarsi dei sentimenti negativi e la lotta contro i sentimenti negativi stessi sono due pratiche del tutto diverse. Cercare di arrestarne il manifestarsi viene prima. Non potete fare nulla riguardo ai sentimenti negativi stessi finché non avete imparato ad arrestarne la manifestazione. Quando avete acquistato un certo dominio sulla manifestazione del sentimento negativo, potete cominciare a studiare i sentimenti negativi in se stessi.

Potete fare uno sforzo per classificare i vostri sentimenti negativi. Potete constatare quali sentimenti negativi provate principalmente; perché essi vengono, che cosa li porta, e così via. Dovete capire che il vostro unico dominio sui sentimenti avviene attraverso la vostra mente, ma non in maniera immediata. Se pensate in maniera giusta per sei mesi, i sentimenti negativi ne saranno influenzati, perché essi si basano sul modo di pensare sbagliato. Se cominciate a pensare giustamente oggi, i sentimenti negativi non cambieranno domani; ma possono cambiare nello spazio di sei mesi, se cominciate a pensare in maniera giusta ora. Il terreno deve essere preparato in anticipo.

Se potete imparare a creare un atteggiamento giusto verso la vostra irascibilità, il vostro malumore, la vostra sospettosità o qualsivoglia spiacevole sentimento che provate più di frequente, allora – dopo qualche tempo – quell’atteggiamento vi aiuterà ad arrestare il sentimento negativo fin dall’inizio. Una volta che gli abbiate permesso di cominciare, non potete arrestarlo. Una volta che cominciate a manifestarlo, siete in suo potere. La lotta deve cominciare nella vostra mente, e dovete scoprire la vostra maniera di pensare su un soggetto preciso.

Non potete dominare il vostro umore quando ha già cominciato a manifestarsi: ormai è troppo tardi, è già saltato fuori. Potete dominare tali cose, come le manifestazioni dell’umore, per esempio, solo in una maniera.

Studiare il proprio pensiero

Supponiamo che dobbiate incontrarvi con una certa persona, e supponiamo che essa vi irriti. Ogniqualvolta la incontrate, la vostra collera è soggetta a manifestarsi. A voi questo fatto non piace, ma come potete arrestarlo? Dovete cominciare con lo studio del vostro pensiero. Cosa pensate di questa persona? Non intendo che cosa provate quando siete arrabbiati, ma che cosa pensate di lui in momenti di calma. Può darsi che scopriate che nella vostra mente voi discutete con lui e che gli dimostrate che sbaglia; che gli dite tutti i suoi sbagli; che scopriate che, di solito, egli si comporta male verso di voi. Ecco dove vi sbagliate. Dovete imparare a pensare giustamente; dovete trovare la maniera di pensare in maniera giusta.

Poi, se riuscite, succederà questo: sebbene il sentimento sia molto più veloce del pensiero, il sentimento è una cosa temporanea, ma il pensiero può essere continuo; perciò, ogniqualvolta il sentimento salta fuori, esso urta contro questo continuo pensiero e non può andare avanti e manifestarsi. Pertanto potete lottare contro il manifestarsi dei sentimenti negativi, come in questo esempio, solo creando un continuo modo di pensare giusto.

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Qual è l’atteggiamento giusto?

[…] Un atteggiamento giusto verso un soggetto è il risultato di un modo di pensare giusto circa quel preciso soggetto. Per esempio, molte persone vivono solo per le obiezioni; credono di essere intelligenti solo loro, allorché trovano da obiettare a qualcosa. Quando non trovano niente da obiettare, hanno la sensazione di non lavorare o di non pensare, di non fare alcuna cosa. Inoltre, quasi tutti i nostri sentimenti negativi personali si basano sull’accusa, e sulla pretesa, che il colpevole sia qualcun altro.

Se, con un costante modo di pensare, comprendiamo che nessuno può essere colpevole rispetto a noi, e che siamo solo noi la causa di qualsiasi cosa ci succeda, il nostro atteggiamento verso quei sentimenti di accusa cominceranno a cambiare. Eventualmente, questo modo di pensare giusto, questa creazione di un atteggiamento giusto, o punto di vista, può divenire un processo costante; ed allora i sentimenti negativi appariranno solo occasionalmente. Questo processo giusto di pensiero, proprio in quanto costante, ha potere sui sentimenti negativi; esso li arresta proprio all’inizio.

Dirigere il pensiero verso il giusto punto di vista

Possiamo imparare a rifiutare alcuni punti di vista e ad accettarne altri. Per esempio, da un certo punto di vista siamo meccanici e non possiamo fare nulla, mentre da un altro punto di vista ci sono in noi diverse cose che potremmo cominciare a fare. Abbiamo in noi certe possibilità che non usiamo. E’ vero che non potete fare alcuna cosa, nel senso che non potete cambiare ciò che sentite in ogni dato momento, ma voi potete costringere voi stessi a pensare a un certo argomento in un dato momento. Ecco l’inizio. Dovete sapere ciò che è possibile, e cominciare da questo, perché la possibilità di fare qualcosa – invece di lasciare che qualcosa “accada” – crescerà rapidamente.

Potete costringere voi stessi a pensare a un soggetto in una certa maniera, e – quando è necessario – potete fare in modo di non pensarci.

Dovete capire quale enorme potere risieda nel pensiero. […] Il potere risiede nel fatto che, se pensate sempre in maniera giusta di certe cose, potete rendere quel pensiero stabile ed esso diverrà un atteggiamento stabile. Se scoprite in voi una proprensione ad una qualche manifestazione affettiva errata, non potete fare niente a questo proposito in quel preciso momento, perché avete coltivata in voi stessi la capacità per questo genere di reazione con un modo di pensare sbagliato; ma dopo qualche tempo di modo di pensare giusto, potete coltivare in voi la capacità di una reazione diversa.

Questo metodo deve, tuttavia, essere compreso, e questa comprensione deve essere molto profonda. Potrete quindi applicarlo a varie diverse cose. Questo è tutto ciò che potete fare veramente. Non potete fare nient’altro. Non c’è una maniera diretta di lottare contro le manifestazioni negative, perché voi non potete arrestarle; non c’è alcun mezzo per impedirle, salvo che essendo preparati in anticipo per esse.

Una convinzione passeggera che esse sono sbagliate non servirà; deve essere molto profonda, altrimenti avrete di nuovo un processo ugualmente difficile per preparare il terreno per un’altra manifestazione. Dovete capire quanto perdete con queste manifestazioni spontanee di un carattere negativo. Esse rendono impossibili tante cose desiderabili, e voi perdete in tal modo proprio ciò che volete ottenere.

(P.D. Ouspensky, 'Coscienza - La Ricerca della Verità')

Corso online – Emozioni negative: cosa sono e come controllarle

Il corso online Emozioni negative: cosa sono e come controllarle del docente Stefano Luciani ha i seguenti obiettivi:

  • Farti comprendere perché alcune emozioni sono negative e come funzionano.
  • Farti comprendere come le emozioni negative ci condizionano.
  • Farti acquisire strategie valide per gestire le emozioni.
  • Fari acquisire strategie valide per liberarsi dalle emozioni negative.

DESCRIZIONE DEL CORSO

Sarebbe bello ogni tanto scordarsi di pensare.
Quando si sta male magari, o quando le cose non vanno come volevi e ci ritrova a chiedersi: “ma chi me lo ha fatto fare?”.>

Paradossalmente, il più delle volte, le emozioni che più feriscono sono anche quelle che più ci guariscono.
In questo corso parleremo di emozioni negative, di cui non fanno parte solo quelle comunemente associate al dolore, bensì tutte quelle che ci ostacolano per qualsivoglia motivo.
Le emozioni sono il nostro più grande alleato ma sono anche il più importante ostacolo tra il “noi” di oggi e il “noi” di domani.
Esattamente come lo sono state tra il “noi” di ieri e il “noi” di oggi.
Liberarsi dalle emozioni negative è possibile, ma come ogni cambiamento inizia da un giorno 1.
Ricordiamoci che fare il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti sposta da dove sei.

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