Quando finisce qualcosa che ci faceva stare bene, ci sembra quasi che con quella cosa sia finita anche la nostra gioia. Fu proprio quello che accadde a Lupetto, che non aveva ancora imparato a stare bene anche quando non succedeva niente. – Vecchio Lupo Giò

Gli Appunti di Vita di Vecchio Lupo Giò
Lupetto: Giò, oggi sono triste.
Vecchio Lupo Giò: Brutta faccenda. Hai perso una zampa?
Lupetto: No.
Vecchio Lupo Giò: Allora possiamo già considerarla una giornata discreta.
Lupetto: I miei amici sono tornati al loro branco. Abbiamo passato tanti giorni insieme, giocavamo, correvamo, combinavamo guai… Adesso è finito tutto. Mi annoio.
Giò: Capisco.
Lupetto: E non mi piace.
Giò: Questo lo capisco ancora meglio. Quando una cosa ci piace, vorremmo che durasse un po’ più di quanto decide lei.
Lupetto: E adesso cosa faccio?
Giò: Niente di particolare.
Lupetto: Come sarebbe?
Giò: Sei triste. Puoi esserlo.
Lupetto: Ma io vorrei tornare a divertirmi.
Giò: Certo. Però c’è una piccola differenza tra cercare qualcosa che ti faccia piacere e pensare di aver bisogno continuamente di qualcosa per stare bene.
Lupetto: Non è la stessa cosa?
Giò: No. Se hai fame e mangi, la pancia sta meglio. Ma se decidi che devi avere sempre qualcosa da mangiare per essere contento, prima o poi passi più tempo a cercare cibo che a vivere.
Lupetto: Quindi non devo cercare nuovi giochi?
Giò: Puoi cercarli. Ma non per scappare dalla noia.
Lupetto: E allora per cosa?
Giò: Perché ti va.
Lupetto rimase in silenzio.
Lupetto: Quindi posso essere triste perché mi mancano i miei amici e, nello stesso tempo, stare bene?
Giò: Finalmente una domanda intelligente.
Lupetto: È difficile.
Giò: Certo. Anche stare seduti è difficile, se hai passato tutta la vita a correre.
Lupetto: Ma allora da dove viene la gioia, se non viene dai giochi, dagli amici, dalle cose che facciamo?
Giò guardò il bosco.
Giò: Quelli possono portarti gioia. Ma non sono loro a possederla.
Lupetto: Non capisco.
Giò: Quando giochi con i tuoi amici, la gioia appare. Quando loro partono, scompare. E tu pensi: «Se tornassero, tornerebbe anche la gioia».
Lupetto: Sì.
Giò: Ma non è proprio così. Tornerebbero gli amici. La gioia, invece, sei tu che la riconosci.
Lupetto: E quando non c’è?
Giò: A volte non c’è. E va bene anche quello.
Lupetto: Quindi oggi posso annoiarmi?
Giò: Puoi annoiarti senza trasformare la noia in un problema da risolvere.
Lupetto: E domani?
Giò: Domani magari troverai qualcosa da fare.
Lupetto: E se non trovo niente?
Giò: Allora avrai una giornata libera.
Lupetto: Tu riesci sempre a far sembrare bella una cosa noiosa.
Giò: No, Lupetto. Sono solo abbastanza vecchio da sapere che non tutto ciò che è vuoto deve essere riempito.
Lupetto si sdraiò accanto a lui.
Per qualche minuto non fecero niente.
Poi Lupetto disse:
«Giò?»
«Dimmi.»
«Forse possiamo stare qui ancora un po’.»
«Vedi? Hai già trovato qualcosa da fare.»
«Cosa?»
«Niente.»
